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Esrb: più dura la crisi più cresce il rischio contagio alla finanza

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 16 feb. (askanews) - Più si trascina la crisi pandemica, più cresce il rischio che le perdite delle imprese contagino anche il settore bancario e finanziario. Lo afferma lo European Systemic Risk Board, l'organismo di monitoraggio dei rischi sistemici, diretto dalla presidenza della Bce, che in un rapporto sulle ricadute per la stabilità finanziaria delle misure anti Covid elenca una serie di raccomandazioni.

Lo studio mostra che le riposte anticrisi hanno stabilizzato l'erogazione di credito e che il sistema finanziario ha continuato a funzionare. Ma al tempo stesso esamina le priorità che bisognerebbe seguire su configurazione e durata delle misure di sostegno. E mette in rilievo la necessità di migliorare trasparenza e rendicontazione di questi provvedimenti. Inoltre, afferma l'Esrb, bisogna anche prepararsi ad eventuali scenari avversi.

Complessivamente nei Paesi Ue sono state predisposte misure per un ammontare complessivo che potrà raggiungere del 14% del Pil, tra garanzie sui prestiti, prestiti pubblici, sovvenzioni e agevolazioni. A settembre 2020 risultavano attivate misure in media per il 4% del Pil, a cui vanno aggiunti 5% di prestiti bancari oggetto di moratorie.

Secondo lo Esrb in questa fase della crisi le autorità dovrebbero focalizzarsi su cinque obiettivi: riorientare gli aiuti in misure mirate ai settori più colpiti; monitorare la sostenibilità del debito privato; prepararsi a uno scenario di accresciute difficoltà delle imprese anche intervendo sui potenziali ritardi nelle procedure concorsuali e di smaltimento dei crediti deteriorati; quattro, migliorare trasparenza e rendicontazione delle istituzioni finanziarie e, ultimo punto, coordinare le politiche tra settori e Paesi.

"Le autorità - afferma lo studio - devono gestire attentamente le contropartite collegate alla durata delle misure. La portata dei futuri problemi sulle insolvenze dipenderà dagli sviluppi della pandemia, dalle performance dei vari settori e dall'adeguatezza delle riposte di policy. Rimuovere troppo presto i sostegni potrebbe esacerbare gli effetti della crisi e mettere a rischio la stabilità. Mantenerli troppo tempo aumenterebbe le pressioni sui bilanci e potrebbe rallentare i cambiamenti strutturali".