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Estate, due italiani su tre in vacanza nonostante il caro prezzi

(Adnkronos) - Due italiani su tre sono sicuri di andare in vacanza questa estate nonostante il covid, la guerra e soprattutto il caro prezzi che preoccupa gli italiani e non poco. Il mare vince nettamente la sfida con la montagna e le città d’arte; la meta preferita degli italiani intervistati quest’anno è la Sicilia che batte di poco la Puglia. E ancora i giovani sotto i 35 anni prediligono di gran lunga la casa vacanze rispetto all’albergo. Quasi la metà degli Italiani farà più di 500km per raggiungere la meta, in Italia, per le proprie vacanze. Sono i dati che emergono dalla terza edizione della ricerca sulle vacanze degli italiani condotta da Quorum/YouTrend per conto di Wonderful Italy, azienda leader in Italia nella gestione di case vacanza.

La ricerca quest’anno ha voluto esplorare in particolare gli effetti delle varie emergenze (caro-prezzi, pandemia, conflitto ucraino, cambiamento climatico) sulla scelta di andare in vacanza e sulle sue modalità. Il 74% degli intervistati ha dichiarato che il rincaro dei prezzi influisce sulla scelta di andare in vacanza. La percentuale scende al 55% se si considera il Covid-19 e cala ulteriormente intorno al 47% se si pensa al riscaldamento globale e alla guerra in Ucraina.

Non tutti i cluster demografici dimostrano però lo stesso atteggiamento. Per esempio i timori legati alla guerra in Ucraina crescono con l’aumentare dell’età degli intervistati, mentre a preoccupare maggiormente le fasce già giovani è l’aumento dei prezzi. Come per la guerra, anche il Covid-19 è un tema che preoccupa maggiormente il pubblico senior, mentre il cambiamento climatico vede concordare gli under 35 e gli over 55 nella preoccupazione per questo fenomeno. In particolare, si registra poi un segnale di riapertura verso i viaggi all’estero. Infatti, così come gli stranieri tornano a viaggiare nel nostro Paese, anche gli Italiani tornano a riconsiderare le mete estere. La percentuale di Italiani che ha già scelto di andare all’estero passa infatti dal 7% al 12%, grazie soprattutto alla spinta fornita dagli under 35.

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