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Etf, nessun leader in base all’ESG commitment level

Morningstar
·4 minuto per la lettura

Non ci sono Leader tra le strategie passive coperte dal nuovo Morningstar ESG Commitment level, che è una valutazione qualitativa di come sono integrati i fattori ambientali, sociali e di governance nei processi di investimento e nell’operatività delle società di gestione. I livelli vanno da Leader (i migliori) a Low (i peggiori). Gli altri gradi sono Advanced e Basic.

La metodologia

Inizialmente, gli analisti di Morningstar hanno coperto un centinaio di strategie, di cui 38 indicizzate, tutte con Analyst rating (i due sistemi di giudizio sono complementari, ma distinti). Nel valutare queste ultime, i ricercatori hanno considerato l’indice replicato e le modalità con cui viene gestita la strategia. In particolare, hanno guardato a quanto i fattori ESG sono incorporati nel benchmark, utilizzando indicatori come l’active share che permette di vedere il numero e il peso dei titoli esclusi rispetto all’indice tradizionale (parent index) al fine di migliorare il profilo sostenibile. Se il fondo non prende a riferimento un paniere ESG hanno valutato le esclusioni a livello di portafoglio. Se il prodotto è sintetico (ossia utilizza contratti swap) o fa il prestito titoli, si è posta attenzione al basket collaterale.

Chi è al livello “basso”

Tra le 38 strategie indicizzate a livello globale (non solo europeo), 14 si collocano nel livello Low. “Si tratta di strumenti che non considerano i fattori ESG o lo fanno in misura limitata”, spiega Kenneth Lamont, analista di Morningstar. “Prevediamo che la maggior parte dei fondi passivi con Analyst rating si collocherà a questo livello”. Tra di essi figura iShares Core S&P 500, che ha cinque stelle e un Analyst rating pari a Gold (report di Briegel Leitao del 2 marzo 2020), e Xtrackers II Eurozone Government Bond, quattro stelle e medaglia d’argento (report di Jose Garcia-Zarate del 30 settembre 2020). Entrambi sono quotati anche su Borsa italiana.

I Basic

Al livello Basic troviamo 13 strategie indicizzate, tra cui il più grande fondo sostenibile passivo statunitense, Vanguard Social index, che applica filtri di selezione basati sull’esclusione di settori controversi come le armi, il tabacco, le fonti fossili, ma anche di aziende che non promuovono la diversità. Nello stesso gruppo, si colloca Lyxor MSCI Europe ESG leaders, che ha un Analyst rating pari a Silver (report di Dimitar Boyadzhiev del 19 giugno 2020). Questo Exchange traded fund (Etf) si focalizza sulle aziende con i migliori profili ESG, ma attua anche delle esclusioni. Generalmente, nel livello Basic sono comprese le strategie che hanno un certo grado di integrazione della sostenibilità nei loro portafogli, ma potrebbero fare di più.

Tra i più avanzati

Le strategie Advanced, invece, sono tra le migliori perché considerano i fattori ESG come centrali. “Adottano un approccio best-in-class, ricercando le migliori aziende sostenibili”, dice Lamont. “Inoltre, tendono ad avere un active share e un tracking error più elevati rispetto al mercato nel suo complesso e alle strategie con livello Basic”. Undici fondi passivi analizzati da Morningstar hanno queste caratteristiche, tra cui UBS ETF - Bloomberg Barclays MSCI Euro Area Liquid Corporates Sustainable, quattro stelle e un Analyst rating pari a Bronze (report di Garcia-Zarate del 18 maggio 2020), che è quotato su Borsa italiana. Troviamo anche un Etf specializzato sui mercati emergenti, iShares MSCI EM SRI, quattro stelle e medaglia di Bronzo (disponibile a Piazza Affari).

Nessun Leader

Non ci sono strategie passive tra le migliori dal punto di vista della sostenibilità, almeno per ora. I ricercatori di Morningstar, però, avvertono, che se ci saranno in futuro è probabile che siano molto poche. “Dovrebbero essere fondi molto selettivi, offerti da società con pratiche di stewardship eccellenti”, spiega Lamont. “Questo si tradurrebbe in un portafoglio concentrato con un elevato tracking error rispetto al mercato di riferimento”.

L’importanza della società

Per comprendere a pieno l’ESG commitment level dei fondi, è bene tenere in considerazione che il giudizio sulla società di gestione ha un peso rilevante e questo può essere al massimo di un livello al di sotto di quello della strategia. Ad esempio, un fondo Advanced non può avere l’emittente con un giudizio inferiore a Basic. Tra i provider di Etf presenti anche in Italia, Lyxor e Vanguard hanno un ESG commitment level pari a Low; UBS, iShares e Xtrackers sono Basic.

Secondo i ricercatori di Morningstar, Lyxor ha fatto grandi passi in avanti negli ultimi anni per includere i criteri ESG nella sua filosofia di investimento, ma ci sono “ampi spazi di miglioramento, soprattutto nelle attività di azionariato attivo”. Vanguard ha una lunga storia di strategie sostenibili, ma queste, osservano gli analisti di Morningstar, “rappresentano solo una frazione dell’enorme patrimonio gestito e nella maggior parte dei casi utilizzano solo screening negativi per escludere determinate industrie”.

Tra le società con livello Basic, UBS ha impiegato grandi risorse per aumentare le sue capacità nel campo della sostenibilità, ma può fare di più. iShares appartiene al gruppo BlackRock che offre strategie sostenibili da anni, ma solo nel 2020 ha assunto l’impegno ESG ad ampio raggio in tutta l’azienda. Infine, DWS – Xtrackers ha compiuto sforzi congiunti all’interno del gruppo per mettere in campo risorse e una struttura ESG solida, considerandola un’iniziativa strategica. Ma è ancora in una fase iniziale del suo sviluppo.

Di Sara Silano

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online