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Etica Sgr partecipa al #Fridayforfuture per dire no al cambiamento climatico

·4 minuto per la lettura
Etica Sgr partecipa al #Fridayforfuture per dire no al cambiamento climatico
Etica Sgr partecipa al #Fridayforfuture per dire no al cambiamento climatico

Anche il mondo della finanza si unisce al grido disperato del pianeta, introducendo pratiche virtuose nell’investimento

Non è più possibile rimandare, il pianeta non può più aspettare e ha bisogno di ognuno di noi. È ora di agire con soluzioni concrete che possano arginare il cambiamento climatico. L’appello arriva da più parti e non coinvolge soltanto le istituzioni, ma ognuno nel suo piccolo è chiamato a fare la propria parte. Come dice la giovane studentessa svedese, Greta Thunberg, diventata il simbolo della mobilitazione globale per il clima, “tutti sono necessari, tutti sono i benvenuti”. Anche il mondo della finanza è chiamato ad accogliere la sfida, per implementare modelli virtuosi di investimento volti a limitare l’impatto sull’ambiente e sulla società.

#FRIDAYFORFUTURE

Per questo motivo, Etica Sgr, insieme con il Gruppo Banca Etica, da sempre impegnata a sostenere gli investimenti responsabili, si unisce al movimento per fermare il cambiamento climatico e, venerdì 24 settembre, parteciperà alla mobilitazione globale #FridaysForFuture. Un’occasione per ribadire l’importanza di cambiare paradigma a favore di un approccio sostenibile e lungimirante, che consenta di contenere l’aumento della temperatura media globale 1,5 gradi Celsius rispetto all’era pre-industriale.

CAMBIAMENTI CLIMATICI

I cambiamenti climatici hanno effetti irreversibili sul pianeta, come dimostrato dalle recenti alluvioni, frane, temperature anomale e siccità. Secondo tutti gli organi internazionali, dalla Commissione Europea all’Onu, è urgente sviluppare un programma politico ed economico che aiuti a cambiare radicalmente le nostre abitudini e i sistemi industriali attuali. Stando al rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite che studia il cambiamento climatico, siamo ormai giunti a un aumento di circa un grado Celsius rispetto ai livelli pre-industriali. Tutto questo soprattutto per effetto dell’attività umana. Basterebbe dimezzare le emissioni di gas serra, entro il 2030, e abbatterle del tutto, entro il 2050, per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia cruciale di 1,5 gradi Celsius.

I DANNI AMBIENTALI

Le decisioni vanno prese subito, non è possibile più procrastinare perché si andrebbe incontro a danni irreversibili. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha certificato che, senza rapidi tagli alle emissioni di CO2 e in generale alla “carbon footprint” (letteralmente, “impronta di carbonio”) delle nostre attività, il cambiamento climatico avrà implicazioni e conseguenze sempre più pesanti. Di esempi ce ne sono tutti i giorni, dal problema dell’innalzamento del livello dei mari, all’aumento delle temperature (i 48,5 gradi centigradi registrati a Siracusa nell’agosto 2021), dai fenomeni meteorologici estremi e alla desertificazione. I cambiamenti più preoccupanti si registrano ai Poli, dove l’entità del ghiaccio ha già raggiunto minimi storici allarmanti. Nel 2020, la temperatura media della regione artica è stata la più alta degli ultimi 121 anni, in aumento di circa 2,1 gradi rispetto al periodo 1981-2010. Il record è stato raggiunto il 20 giugno quando a Verkhoyansk, in Siberia, sono stati toccati i 38 gradi centigradi.

LE SCELTE ISTITUZIONALI

Tante sono state le sollecitazioni negli ultimi anni e le istituzioni hanno deciso di attuare protocolli più rigidi per limitare l’inquinamento climatico, come l’Accordo di Parigi, siglato nel 2015 da 196 Paesi. L’effetto di questi provvedimenti non è stato, però, quello sperato a causa del mancato impegno di alcuni Stati. Così, ad oggi, i gas serra sono rimasti pressoché stabili in Europa e tutti gli altri Paesi del mondo le emissioni sono addirittura aumentate.

LA SOSTENIBILITÀ DEGLI INVESTIMENTI

Etica Sgr ha nel suo dna un approccio sostenibile e responsabile agli investimenti e promuove una maggiore sensibilità del risparmiatore verso questi temi, fin dalla sua nascita, nel 2000. Una strategia di investimento che, nella selezione e nella gestione dei titoli in portafoglio, considera anche criteri ambientali, sociali e di governance (ESG, acronimo inglese di Environment, Social, Governance). I risparmiatori si chiedono, però, come possono sostenere con i loro soldi pratiche e società rispettose di uno sviluppo sostenibile? Attraverso tutte quelle attività finanziarie che rientrano nei cosiddetti investimenti sostenibili e responsabili (SRI, acronimo inglese di Sustainable and Responsible Investing) e rispondono, oltre che ad obiettivi di profitto, anche a criteri di tutela ambientale e di salvaguardia della società e della governance. Una delle possibilità sta nell’investire i propri risparmi, tanti o pochi che siano, in un fondo etico che possa aiutare a promuovere la crescita di alcuni comparti economici, premiando quelli più sostenibili e penalizzando quelli che hanno un impatto negativo sull’ambiente e la società. Il fondo Etica Impatto Clima di Etiga Sgr, ad esempio, è bilanciato sul tema del cambiamento climatico e ha l’obiettivo di facilitare la transizione verso un’economia a basso impatto di carbonio, includendo nella sua selezione anche i criteri sociali e di governance.

CRITERI ESG

I tre criteri ESG (Environment - Social - Governance) sono la bussola di tutti quegli investimenti che premiano produttivi virtuosi, che includono per esempio il differente uso delle materie prime, la riduzione degli sprechi e delle emissioni, l’approvvigionamento energetico, ma anche l’adeguamento delle infrastrutture e dei modelli organizzativi a nuovi standard di sostenibilità. La finanza deve fare, dunque, da volano all’attuazione di scelte consapevoli e gli investitori devono essere pronti a rispondere alla chiamata del pianeta. Questa è la missione di Etica Sgr.

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