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Eurispes: rinnovabili, le soluzioni per tutelare l'ambiente

Cos

Roma, 30 gen. (askanews) - Nel 2011 la commissione europea ha imposto ai paesi membri di raggiungere nel 2050 un livello di de-carbonizzazione dell'80% rispetto al livello del 1990. Nella sola Ue, nel 2017, il settore dell'energia è stato il più inquinante, contribuendo per l'80,7% al totale delle emissioni. In Italia è in continua crescita l'utilizzo delle Fer (fonti energetiche rinnovabili): nel 2018, nel settore elettrico, oltre 835.000 impianti ne hanno fatto uso, con l'apporto principale proveniente dall'idroelettrico (43%). Nel settore termico, i consumi totali da fer sono diminuiti del 4,9% rispetto al 2017. Nel settore trasporti, l'uso di biocarburanti è aumentato del 17,9% rispetto al 2017 (dati gestore dei servizi energetici). Lo ricorda il 32esimo rapporto Eurispes.

L'energy sharing prevede la condivisione di impianti di produzione e distribuzione di energia, mira alla riduzione di sprechi ed emissioni inquinanti e all'aumento di autonomia nell'approvvigionamento energetico. E' una formula, prosegue Eurispes, già affermata in molti paesi europei, soprattutto in Germania. In Italia, un mercato potenziale di 500mila comunità energetiche, consentirebbe una diminuzione di co2 tra 3,6 e 11 milioni di tonnellate annue e un risparmio tra 2 e 6 miliardi di euro (simulazione politecnico milano).

Un esempio virtuoso in Italia è la regione piemonte che, nel 2018, si è dotata di una legge ad hoc sull'energy sharing. Nel 2018 in Italia sono stati fatti 300mila interventi per migliorare i consumi nelle abitazioni (Enea).