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Euro digitale? Banche italiane pronte con Spunta Banca DLT

Fabio Carbone
·3 minuti per la lettura

Mentre la task force ad alto livello dell’Eurosistema pensa a come dovrà essere l’euro digitale, ovvero la valuta digitale della Banca centrale europea (ECBDC), in Italia l’ABI scrive che le banche italiane sono già pronte ad accoglierne le prime sperimentazioni.

La disponibilità è stata fornita ieri nello stesso comunicato che ha presentato l’avvenuta estensione del progetto di spunta interbancaria per la riconciliazione dei conti reciproci. Il progetto Spunta Banca DLT è infatti entrato in una fase “pienamente funzionante” e ingloba ora 100 banche, con un ultimo ingresso (terzo gruppo) di 45 banche in quella che l’ABI definisce “l’autostrada tecnologica su cui può contare il settore bancario e l’Italia.”

L’Euro digitale e il ruolo di Spunta Banca DLT

Basato su R3 Corda, il progetto delle banche italiane sfrutta le tecnologie digitali della decentralizzazione dei sistemi e con i suoi cento nodi può ora mettersi a disposizione della BCE per “partecipare a progetti e sperimentazioni su di una moneta digitale di Banca centrale europea.”

L’ABI dipinge lo scenario e su questo scenario pone l’Italia come la prima nazione europea che potrebbe sperimentare l’euro digitale, appunto perché l’infrastruttura e la rete decentralizzata già c’è.

“L’euro digitale, ossia una Central Bank Digital Currency (CBDC), può richiedere sperimentazioni per velocizzare la messa in opera di una iniziativa di livello europeo in una prima nazione. le banche di Spunta sono pronte e disponibili ad effettuare test di fattibilità per il mondo bancario e finanziario europeo.”

Spunta esempio europeo

L’ABI, con il suo ABI Lab, ha creato una piattaforma che viene oggi presa in considerazione a livello europeo da altre banche. Il sistema Spunta potrebbe infatti essere alla base di “un gruppo di lavoro internazionale per definire i requisiti necessari per soddisfare le caratteristiche di gestione dei conti reciproci nei diversi paesi”.

Il DLT bancario italiano, quindi, potrebbe assumere una dimensione internazionale e primariamente europea, facendo da banco di prova dell’euro digitale.

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FMI, Banca mondiale e BRI insieme per le CBDC

Il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca mondiale e la Banca dei regolamenti internazionali (BRI), con il supporto del G20 sono attivamente impegnati nella realizzazione di un primo quadro di linee guida destinate alle CBDC.

Le massime istituzioni mondiali in ambito economico e finanziario, quindi, vogliono proporre agli Stati di tutto il mondo una base di regole interoperabili da adottare poi a livello nazionale.

Il lavoro di tali Autorità sovranazionali servirà a fornire una guida utile anche a quelle nazioni che non avranno tutte le competenze per far da sé.

Ma primariamente l’iniziativa servirà ad evitare che ogni nazione vada per conto suo. Introdurre infatti una valuta digitale a corso legale non è come copiare il codice di bitcoin e farne nascere una nuova altcoin. Le implicazioni di una CBDC sul sistema economico nazionale e internazionale vanno ben ponderate onde evitare squilibri o problemi sistemici.

Il lavoro del G20, di FMI, BRI e Banca mondiale non ha l’ambizione di risolvere tutte le questioni che l’introduzione di una CBDC solleva, tuttavia la presa di consapevolezza che il digitale può “ospitare” anche una valuta a corso legale, è da considerarsi un passaggio storico che le prossime generazioni di economisti studieranno nei libri universitari.

This article was originally posted on FX Empire

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