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Euro Dollaro: il Crollo Procede sui Timori per il Gas Naturale

Il crollo del cambio euro dollaro, appare evidente, è legato principalmente al delicato contesto dell’Eurozona in questi ultimi mesi.

Adesso che il Fiber rischia la parità con il dollaro USA, la moneta unica non fa che riflettere, con più lucidità, i problemi dell’economia del vecchio continente, che non riuscirà a riprendere quota rapidamente dopo la pandemia di Covid-19.

Le ragioni del crollo e il peso della dipendenza energetica

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, con l’inflazione galoppante in tutta Europa e problemi di approvvigionamento energetico, la moneta unica non ha potuto evitare di perdere quota contro il dollaro USA.

I tentativi di rimanere a galla sono stati stroncati dalla decisione della BCE di alzare finalmente i tassi, per la prima volta dopo numerosi anni, al fine di tentare di contenere le innumerevoli derive dell’attuale contesto inflattivo.

Nella giornata di oggi, in questa apertura settimanale, il cambio euro dollaro si ritrova ancora in forte calo, non lontano dal target principale di 1.0. A pesare, è adesso la notizia dello stop del Nord Stream 1 per 10 giorni da parte della Russia, apparentemente per “lavori di manutenzione”. L’impatto potrebbe essere enorme anche per la moneta unica.

Alla luce di quest’ultima notizia, per i principali esponenti politici, dalla Germania alla Francia, passando per l’Italia, lo scenario emergenziale pare già dietro l’angolo.

Il cambio euro dollaro scivola sotto 1.1 e si avvicina alla parità?

Il target principale per il cambio euro dollaro rimane quello dell’avvicinamento alla parità, vale a dire il raggiungimento del valore di 1.0.

Allo stato attuale, questo target viene difeso solo da un approccio psicologico del mercato. Un crollo sotto 1.0 riporterebbe rapidamente il cambio euro dollaro ai minimi di Dicembre 2002, a quota 0,9860, da cui potrebbe esplodere un nuovo ribasso.

Al rialzo, invece, si può ipotizzare un recupero del livello di 1,02, passando per i target intermedi di 1,0150 e 1,0185.

Nell’ipotesi di un proseguimento del microtrend di recupero, ci potrebbe essere spazio anche per un allungo fino a 1,03 o 1,035. Rialzi più ampi non appaiono verosimili nel breve termine, mentre l’inversione di tendenza richiederebbe un rimbalzo con pochi precedenti nella storia del cambio euro dollaro e – cosa più importante – totalmente ingiustificato, considerando il contesto macro già descritto.

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This article was originally posted on FX Empire

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