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Euro: un “errore strategico”, c’è necessità di un’exit strategy

Federica Pace

" Una trappola francese ", così, riferendosi all' Euro , si è espresso il governatore della Banca d'Ungheria Matolcsy .

Forse non è casuale che questa dichiarazione, rilasciata al Financial Times, arrivi proprio nel giorno del discorso di insediamento di Christine Lagarde, succeduta a Mario Draghi alla guida della Banca Centrale Europea.

Trappola Euro: L'attacco alla Francia

Nella visione del governatore ungherese, la vera origine dell'euro sarebbe dovuta a manovre di politica estera del governo francese, risalenti all'indomani del crollo del Muro.

Paventando una Germania troppo forte una volta unificata, François Mitterrand , presidente francese, fece pressioni sul cancelliere Helmut Kohl perché il governo tedesco rinunciasse al marco.

Le conclusioni che trae il governatore ungherese è che l'Europa è comunque dominata dal potere tedesco, ma anche la Germania ha dovuto pagare il suo prezzo.

Trappola Euro: anche l'Ungheria sta pensando a una exit strategy?

Al di là dei reclami e dei moniti nei confronti della moneta unica, quello che fa scalpore è la dichiarazione di intenti del Governatore Matolcsy, che manifesta l'intenzione di cercare una via d'uscita.

L'idea di fondo è che l’Euro come pilastro dell'unificazione dell'Europa sia in realtà una “ chimera ”, in quanto le condizioni preliminari sono state in gran parte disattese.

Mancano lo Stato comune, con il Ministro delle Finanze dell'Eurozona, e il budget che, nelle intenzioni originarie, avrebbe dovuto coprire il 15% del PIL dei paesi aderenti alla moneta unica.

In quest'ottica, i vent'anni di moneta unica avrebbero mostrato tutti i limiti dell'euro, un affare poco fruttuoso per quasi tutti i paesi aderenti, anche se per motivazioni diverse.

L’Euro: un mero errore strategico

Nella visione del governatore ungherese, l'euro sarebbe stato " un errore strategico ", a cui ora urge rimediare.

L'obiettivo iniziale era costruire degli “Stati Uniti d'Europa” con una valuta che facesse competizione al dollaro statunitense.

L'effetto collaterale più evidente è stato il continuo ricorso ad una serie di misure, messe in atto dagli USA, volte a indebolire la moneta unica europea.

Per Matolcsy, è il momento di rinunciare a una -impossibile- competizione con il mercato statunitense.

Nella parte conclusiva dell'intervista, il governatore tira le fila del discorso, auspicando in un futuro in cui gli stati membri siano autorizzati a uscire in modo semplice e veloce dall'Euro.

Coloro che scelgono di restare nell'Eurozona debbono impegnarsi a studiare una nuova moneta unica, più sostenibile.

Matolcsy indica anche una data simbolica per riscrivere il patto tra gli stati membri : il 2022, anno in cui il trattato di Maastricht, primo passo verso la nascita dell'euro, compie trent'anni.

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