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Euro stabile al II posto come valuta globale (29%) dopo il dollaro

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Image from askanews web site
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Roma, 2 giu. (askanews) - Sostanziale stabilità lo scorso anno del ruolo internazionale dell'euro che così, a differenza di quanto avvenuto dopo la grade crisi passata, ha mostrato una tenuta allo shock pandemico. Secondo il rapporto curato dalla Bce, il cataclisma che è stato innescato attorno al Covid "non è risultato in cambiamenti significativi sul ruolo internazionale dell'euro".

In base a una serie di indicatori la quota sull'uso dell'euro si attesta al 19% nel contesto internazionale, mantenendo solidamente il secondo posto dopo il primato incontrastato del dollaro e senza mostrare strappi rispetto al 2019, mentre si conferma una risalita rispetto ai minimi toccati attorno al 18% tra 2016 e 2017.

Questa quota aveva invece accusato un netto calo dal 21% circa dopo la crisi del 2009 seguita dall'eurocrisi dal 2011. "Stavolta abbiamo viso un'altra storia: il ruolo internazionale dell'euro non è calato con lo shock, anzi c'è un lieve aumento", ha rilevato Fabio Panetta, componente del comitato esecutivo presentando lo studio.

Un caso "molto diverso dal passato, perché penso che sia stato chiaro che le politiche implementate sono state diverse". Soprattutto "non c'è stato alcun timore disgregazione" dell'unità valutaria, ha aggiunto Panetta. E la quota dell'euro sull'uso come valuta internazionale "resta ben sopra la quota del Pil, o la quota di export totale e quella di capitalizzazione dei mercati".

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