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##Eurodeputati bocciano nomina di Cross per Autorità bancaria Ue

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Bruxelles, 30 gen. (askanews) - Il Parlamento europeo ha clamorosamente bocciato, durante un voto della plenaria oggi a Bruxelles, il candidato alla funzione di direttore esecutivo dell'Autorità bancaria europea (Eba), l'irlandese Gerry Cross, con 336 voti contro 272 e 48 astensioni. Cross era stato già bocciato la settimana scorsa (con 27 voti contro 24) al primo voto degli eurodeputati, quello della commissione Affari economici e monetari, presieduta da Irene Tinagli, del Pd.

La plenaria ha invece approvato oggi senza problemi altri tre candidati (Jan de Carpentier, Jesús Saurina e Pedro Machado) per un altro organismo finanziario europeo, il Consiglio di risoluzione unico, che è l'autorità centrale dell'Ue per le banche in stato di bancarotta o vicine al fallimento.

Le ragioni della bocciatura di Cross, che attualmente lavora per la Banca centrale irlandese, stanno nel legame stretto che ha avuto in passato con le lobby finanziarie: è stato, infatti, "Managing Director for Advocacy" dell'Associazione per i Mercati finanziari in Europa (Afme) e capo dell'Ufficio di Bruxelles della stessa associazione fra il 2011 e il 2015. La maggioranza del Parlamento europeo da tempo chiede un giro di vite contro i potenziali conflitti d'interesse, e soprattutto contro la pratica delle "revolving doors" (porte girevoli), per cui vengono chiamate nelle istituzioni europee di controllo e regolamentazione delle personalità che hanno precedentemente lavorato per le lobby sottoposte a quel controllo; o, viceversa, finiscono a lavorare per le lobby ex dirigenti degli organismi dell'Ue, spesso senza neanche una "pausa di raffreddamento" ("cooling off period").

Quest'ultimo caso, in particolare, si è verificato di recente per l'Eba, che ha visto nel settembre scorso il suo direttore esecutivo, l'ungherese Adam Farkas, dimettersi (con effetto dal prossimo 31 gennaio) per andare a dirigere proprio l'Afme come "chief executive". Un episodio che il Parlamento europeo ha criticato duramente con una risoluzione approvata a Strasburgo a metà gennaio, e che è ora sotto indagine da parte dell'Ombudsman europeo, Emily O'Reilly. (Segue)