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Eurogruppo in Slovenia su ripresa e rimodulazione sostegni imprese

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Image from askanews web site
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Bruxelles, 8 set. (askanews) - La riunione dell'Eurogruppo che si terrà la mattina di venerdì 10 settembre nel Centro Congressi di Brdo, a Kranj, in Slovenia, ha tre punti all'ordine del giorno. Primo, la situazione economica generale, migliore di quanto inizialmente previsto, dopo la grave crisi dovuta al Covid-19. Prevista poi una discussione sulla necessità che vi sia una dinamica post-crisi di convergenza fra le economie dell'Eurozona, che hanno subito in modo asimmetrico le conseguenze della pandemia. Terzo punto è la questione del previsto ritiro graduale delle politiche di sostegno pubblico alle imprese private, ma con il mantenimento di aiuti alla solvibilità per le società economicamente sostenibili prima dell'emergenza sanitaria, e che rischiano di fallire a causa delle sue conseguenze.

Un altro punto presente fra le "varie ed eventuali" riguarderà le considerazioni della Bce sul progetto d'introduzione dell'euro digitale; ma soprattutto è probabile che si cominci a parlare anche, sebbene non sia previsto in agenda, della questione della riforma del Patto di Stabilità, e in particolare delle regole di bilancio attualmente sospese riguardo alle modalità e ai tempi di rientro dai deficit eccessivi e di riduzione del debito pubblico oltre il 60% del Pil da parte degli Stati membri.

La discussione sulla riforma del quadro di bilancio ("fiscal framework"), come viene ora chiamata senza esplicito riferimento al Patto di Stabilità, comincerà ufficialmente solo dopo che la Commissione europea avrà riaperto la consultazione sulle proposte che aveva presentato prima del Coronavirus, e che è stata sospesa durante la pandemia. Tuttavia, la prospettiva della fine della sospensione delle attuali regole del Patto di Stabilità, con la disattivazione della "general escape clause" prevista alla fine del 2022, rende urgente la discussione sulla riforma, che la Commissione stessa ha previsto comunque di riprendere in autunno.

Tuttavia, se tecnicamente già sarebbe possibile, la discussione è politicamente bloccata dalla prospettiva delle elezioni politiche in Germania del 26 settembre, e dai tempi necessari per la formazione del nuovo governo federale a Berlino. E' evidente che la posizione del nuovo governo tedesco condizionerà pesantemente gli esiti del confronto tra la Commissione e gli Stati membri sulla riforma, che dovrebbe modificare i due pacchetti legislativi sul Patto di Stabilità (il "six-pack" e il "two-pack") adottati durante l'era dell'austerità, lontana anni luce dalla situazione attuale.

Fonti dell'Eurogruppo hanno ricordato oggi a Bruxelles che, sebbene alcune delle modifiche legislative richiedono la maggioranza qualificata per essere approvate (mentre per altre è necessaria l'unanimità), si cercherà comunque di arrivare a una "posizione consensuale" da parte degli Stati membri.

Le fonti hanno anche escluso che alcuni paesi possano chiedere di anticipare la disattivazione della clausola di sospensione del Patto prima della fine del 2022, in considerazione del fatto che la ripresa economica è più forte di quanto previsto in precedenza. Questo perché molti Stati membri hanno già preparato i loro bilanci per il 2022 in base alle linee guida fornite dalla Commissione che prevedevano comunque la permanenza della "general escape clause" fino alla fine dell'anno prossimo.

Alla discussione sulla situazione economica, primo punto nell'agenda, parteciperanno anche la direttrice del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), Andrea Ammon, che aggiornerà l'Eurogruppo sulla situazione epidemiologica del Covid-19 data la sua importanza per gli sviluppi dell'attuale congiuntura, e la presidente della commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo, Irene Tinagli. La Bce presenterà, inoltre, le sue ultime proiezioni economiche, che saranno pubblicate domani.

La discussione partirà dalla constatazione del forte "rimbalzo" del Pil nell'Eurozona verificatosi nel secondo trimestre, dopo due trimestri di crescita negativa, con un trend positivo per il mercato del lavoro. Il ritorno ai livelli di crescita pre-pandemia si verificherà già alla fine di quest'anno, con un trimestre di anticipo rispetto a quanto era stato precedentemente previsto.

Come secondo punto, l'Eurogruppo discuterà discuterà le lezioni apprese dall'impatto asimmetrico del Covid-19 nei diversi settori economici e nelle diverse regioni dell'Eurozona. Alcuni Stati membri sono stati colpiti molto più di altri da questo impatto. I ministri si concentreranno sulle implicazioni della pandemia a medio termine e sulle azioni politiche necessarie per evitare divergenze. La discussione avrà come base una nota elaborata dalla Commissione europea che esamina il tema della convergenza nell'Eurozona, e la necessità di evitare che le divergenze diventino strutturali.

I ministri discuteranno quindi la situazione di solvibilità del settore aziendale e le potenziali misure per facilitare la ristrutturazione delle imprese e l'aggiustamento economico nell'Eurozona durante la ripresa. E' una discussione che è già cominciata nelle precedenti riunioni dell'Eurogruppo. Bisognerà essere preparati per il momento in cui comincerà a essere eliminato il sostegno pubblico generalizzato alle imprese. Una serie di misure dovrebbero scadere per la fine dell'anno. La sorpresa positiva è che non c'è stata l'ondata di insolvenze delle imprese che si temeva, nonostante la gravità della crisi, e questo proprio a causa del massiccio intervento pubblico di sostegno.

Ma comunque "non è il momento di cantare vittoria", hanno indicato le fonti dell'Eurogruppo, perché "i rischi rimangono", e "bisogna assicurare che il ritiro delle politiche di sostegno non causi problemi eccessivi per le imprese sostenibili economicamente". Per questo, "ci sarà probabilmente bisogno di misure mirate di sostegno alla solvibilità di queste imprese sostenibili" e di altre misure per riparare i danni finanziari che hanno subito. Per le imprese "non sostenibili", invece, bisognerà "garantire che i regimi nazionali in materia di insolvenza siano adeguati ed efficaci", hanno concluso le fonti.

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