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Europa: 9 milioni di lavoratori della cultura, settore caratterizzato da elevati titoli di studio

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Europa: 9 milioni di lavoratori della cultura, settore caratterizzato da elevati titoli di studio

Come ogni anno, anche nel 2019 Eurostat ha pubblicato un report dedicato al settore cultura in Europa, concentrandosi sul patrimonio culturale, l’istruzione dedicata alla cultura, i dati occupazionali (incluso un focus sulle imprese culturali), il commercio internazionale dei beni culturali, la partecipazione e le spese delle famiglie per la cultura, l’uso della tecnologia e l’investimento pubblico in attività culturali nel corso del 2018.

Prima di soffermarci sull’analisi, specifichiamo che Eurostat intende "lavoratori culturali" tutte le persone impiegate in attività economiche che sono considerate culturali, indipendentemente dal fatto che la persona sia impiegata o meno nel settore, così come le persone con un'occupazione culturale, indipendentemente dal fatto che possiedano un’entrata economica proveniente da altra attività (la definizione di occupazione culturale è definita in NACE e nella classificazione internazionale standard delle professioni ISCO).

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Prendendo in esame gli impiegati nel settore cultura nel 2018, 8,7 milioni di persone in Europa possiedono un’occupazione culturale, circa il 3,8% dei lavoratori complessivi. Un dato interessante è che la maggior parte di questi impiegati sono lavoratori autonomi, per un valore di circa il doppio superiore rispetto alla media dei lavoratori autonomi in tutta Europa. I Paesi con più lavoratori impiegati nel settore sono Estonia (5,6%), Islanda (5,5%), Lussemburgo (5,3%) e Malta (5,2%); in coda troviamo Romania (1,6%), Turchia (2,3%), Bulgaria (2,7%) e Slovacchia (2,8%). L’Italia si trova a metà classifica, con il 3,6% di lavoratori impiegati nel settore cultura, valore di poco inferiore alla media europea sopra menzionata.

Altro aspetto cnsiderato da Eurostat è il livello d’istruzione dei lavoratori del settore: la percentuale di persone che lavora nel campo della cultura con un livello terziario di istruzione è del 59%, un valore  considerevolmente superiore rispetto alla media registrata per l'intera economia (35%). In tal senso, nel 2018 le quote più alte sono state registrate a Cipro (77,5%), in Lussemburgo (74,5%), Belgio (73,2%) e Spagna (71,4%). L’Italia occupa la parte bassa della classifica, attestandosi (insieme a Romania, Repubblica Ceca e Malta) su una percentuale compresa tra il 45 e il 50%. Meglio di noi anche Montenegro, Macedonia (entrambe al 60%) e Serbia (52%).

Per informazioni più dettagliate, è possibile visualizzare in questa pagina il grafico con i dati completi degli impiegati del settore cultura.

Scarica il report completo

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Autore: We Can Job. Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it.