Evasione fiscale: il Regno Unito pubblica le foto dei grandi evasori e l'Italia i redditi dei cittadini

Come in una sorta di riedizione contemporanea del West, il governo inglese ha deciso di pubblicare sul sito della Her Majesty’s Revenue and Customs (HMRC) le foto dei 20 più grandi evasori fiscali latitanti di tutta l'Inghilterra. I cittadini sono esplicitamente invitati a fornire qualunque informazione li riguardi all'agenzia delle tasse inglese. A proposito dell'iniziativa, il sottosegretario al Tesoro David Gauke ha dichiarato: "questi criminali sono costati oltre 765 milioni ai contribuenti e il Fisco britannico li perseguirà senza tregua. Il costo fiscale dell’evasione e della frode è stimato in circa 10 miliardi di sterline". Il governo britannico, secondo quanto dichiarato dal sottosegretario, ha investito oltre 900 milioni di sterline nella lotta all'evasione fiscale, attendendosi un ritorno di 7 miliardi di sterline in più di gettito fiscale ogni anno.
Quella della pubblicazione delle foto degli evasori, esattamente come i criminali "Most Wanted" pubblicati sul sito dell'FBI, ha però più un sapore simbolico che pratico, come una sorta di campagna di sensibilizzazione sul tema. Nell'era informatica infatti, uno stato dovrebbe essere in grado di combattere l'evasione fiscale in modo efficace e preciso senza bisogno di ricorrere a questo tipo di misure mediatiche. Viene da chiedersi: se un turista inglese dovesse incrociare a Dubai, dove il governo inglese ritiene che si trovi, Hussain Asad Chohan, il primo della lista pubblicata, e riconoscerlo confrontando la sua foto immediatamente sul proprio tablet sempre connesso al web, esattamente cosa potrebbe fare di più rispetto a quello che non ha saputo fare il suo governo? Dargli una botta in testa e riportarlo a Londra?  Oppure le persone che lo circondano dovrebbero in questo modo scoprire che il loro vicino di yacht ha fatto i soldi alle spalle del fisco britannico e indignarsi?
Anche in Italia, dopo le polemiche seguite alla pubblicazione online, nel 2008, dei redditi del 2005 di tutti gli italiani, ci si muove nella direzione della "trasparenza" per combattere l'evasione fiscale, ma a differenza del Regno Unito, non ci si limita alla diffusione delle informazioni relative ai maggiori evasori, condannati e latitanti, ma si allarga lo spettro ai redditi di tutti. Arriva infatti la possibilità per i comuni di pubblicare i dati aggregati che riguardano i redditi dei propri cittadini, grazie ad apposite tabelle che saranno elaborate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze in modo da non rendere riconoscibili le persone (dpcm del 10 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 175 del 28 luglio 2012). Questo forse ci potrà far scoprire l'insospettabile, e cioè che magari ci sono idraulici e dentisti che dichiarano redditi bassissimi o che ci sono industriali che, per l'Agenzia delle Entrate, guadagnano meno dei loro operai. Inoltre è una di quelle misure che si muovono sempre al confine con il rispetto della privacy e soprattutto con il rischio di scatenare una sorta di "caccia alle streghe" tra i cittadini, che, quando si parla di redditi e tasse, diventano comprensibilmente molto sensibili e suscettibili.
Tanto più che nonostante tutte le dichiarazioni del governo (secondo quanto dichiarato dallo stesso premier Monti a Tempi, a proposito della lotta all'evasione, siamo in "stato di guerra") e le retate spettacolari e mediatiche nelle località turistiche dei ricchi, secondo un'indagine svolta da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Magazine dell'Associazione Contribuenti Italiani, l'evasione fiscale nel nostro paese è cresciuta del 14,1% nei primi sei mesi del 2012 (la Lombardia guida la classifica regionale con un dato del 15,6%). Le imposte sottratte all'erario ammontano secondo queste stime a un totale di 180,9 miliardi di euro all'anno, mentre l'economia sommersa arriva al 21% del PIL, 340 miliardi di euro all'anno. È uno dei tristi primati italiani in Europa, quello dell'economia sommersa, dopo di noi ci sono la Grecia (20,8%), la Romania (19,1%), la Bulgaria  (18,7%), la Slovacchia (17,2%) e Cipro (17,1%). Sarà pur vero che quello italiano è un popolo di furbi, ma di fronte a questi dati, uno stato dovrebbe forse interrogarsi in modo più profondo sul proprio sistema fiscale e sulla propria capacità di controllare il corretto funzionamento dell'economia interna, concentrando le energie e le risorse su misure concrete e strutturali invece che su quelle che possono facilmente guadagnare visibilità sui mezzi di comunicazione e far leva sull'emotività dei cittadini.

 

Fuga di denaro e metalli preziosi dall'Italia, +78% nel 2012Milano, (TMNews) - Evasione fiscale, truffe e riciclaggio: c'è tutto questo dietro la "fuga" di denaro dall'Italia scoperta dalla Guardia di finanza nei primi sette mesi dell'anno. Il bilancio di oltre 2.600 controlli in valichi di frontiera, porti e aeroporti è di 41 milioni di euro di valuta, 88 chili di oro grezzo e 570 di argento sequestrati, con un aumento del 78% rispetto al 2011. Gli ultimi sequestri sono stati compiuti all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, a quello di Malpensa e di Firenz