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Evasione, pronti controlli a tappeto: ecco chi è nel mirino

·3 minuto per la lettura

Evasione fiscale, scattano i controlli a tappeto. Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate sono pronte a intensificare le verifiche su crediti d’imposta, commercio elettronico e aiuti di Stato si legge su laleggepertutti.it. L'obiettivo: verificare che chi ha beneficiato delle agevolazioni riconosciute durante la pandemia, chi opera nel settore del commercio elettronico e chi ha dei conti correnti o degli investimenti all’estero (tra gli altri) non abbia fatto il furbo o stia nascondendo oltreconfine del denaro su cui è tenuto a pagare le tasse. Nel tentativo di dare un nuovo impulso alla lotta all’evasione, sono pronti migliaia di controlli.

L’amministrazione finanziaria ha ricevuto recentemente dal ministro dell’Economia Daniele Franco, nell’atto di indirizzo sulla politica fiscale 2021-2023, un nuovo input per scovare gli evasori conclamati e gli aspiranti tali. Ecco dove si concentrerà la lente d’ingrandimento degli ispettori.

Particolare interesse suscita chi ha utilizzato o potrebbe usare crediti d’imposta inesistenti a seguito di atti di accollo del debito per compensare oneri tributari e previdenziali non versati. Senza trascurare la compilazione di deleghe di pagamento con un importo dovuto pari a pochi spiccioli. Su questo fronte bisogna ricordare che, allo scopo di evitare eventuali illeciti, la legge ha vietato la compensazione intersoggettiva dei crediti tributari attraverso l’accollo: i versamenti effettuati con questa logica vengono considerati come non fatti.

Inoltre, le compensazioni dei crediti che il contribuente ha maturato a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 devono obbligatoriamente passare tramite i canali telematici gestiti dall’Agenzia delle Entrate. Il che, finora, ha dato i suoi risultati: ad oggi sono stati bloccati finti crediti in compensazione per oltre 1 miliardo di euro.

Sullo stesso filone, occhio attento anche sull’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo nel periodo compreso tra il 2016 e il 2021. Si tratta, ad esempio, di attività che poco hanno a che fare, appunto, con ricerca e sviluppo, come estranea a tali scopi appare la struttura organizzativa della società. Per non parlare di imprese i cui costi riguardanti l’attività interna sono praticamente assenti nei bilanci.

I controlli del fisco riguardano – e riguarderanno – anche il commercio elettronico, che ha registrato un forte, inevitabile sviluppo durante la pandemia. La chiusura dei negozi fisici come misura di prevenzione anti-Covid ed i periodi di lockdown hanno costretto milioni di cittadini ad effettuare i propri acquisti via Internet, con il conseguente boom delle società e delle aziende che operano sul web. Al setaccio di Fiamme gialle e Agenzia delle Entrate i dati commerciali che consentono di avviare un’analisi di rischio dedicata, rivolta sia ai soggetti passivi residenti che ai contribuenti che si sono identificati in Italia. Ma anche l’attività dei contribuenti che, nonostante abbiano avuto un volume di vendite piuttosto elevato, non hanno presentato le dovute dichiarazioni dei redditi e dell’Iva.

E poi, via alle verifiche su chi ha ricevuto una comunicazione dal fisco per l’adempimento spontaneo e né ha modificato il proprio comportamento né si è fatto vivo per giustificare eventuali anomalie, in particolare sui redditi esteri o sulle fatture elettroniche obbligatorie. Insomma, su quei contribuenti che alle sollecitazioni dell’Agenzia hanno fatto orecchie da mercante.

Infine, gli sforzi di Entrate e Guardia di Finanza continueranno a concentrarsi su chi chiede aiuto allo Stato per uscire dalla crisi provocata dalla pandemia senza averne i requisiti. Nel mirino, le erogazioni dei contributi a fondo perduto, con verifiche sui ricavi e sulle dimensioni delle imprese richiedenti, oltre che sulla presenza di eventuali frodi fiscali a loro carico.

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