Evasori fiscali in italia: ecco come evadono i professionisti

Professionisti nel mirino della Guardia di Finanza. L'ondata di controlli a tappeto degli ultimi mesi sta facendo emergere un mondo in cui l'evasione fiscale è arrivata a superare i 200 milioni di euro, tra Irpef e Iva. Architetti, avvocati, medici, notai: ogni professione utilizza uno stratagemma per non pagare, dalle prestazioni sottofatturate al pagamento in nero, all'omissione della fattura, chiesta il più delle volte come un optional che il cliente può rifiutare, magari se in cambio viene fatto un piccolo sconto.

Le indagini al momento hanno riguardato circa 2.000 professionisti sparsi su tutta la penisola E' bastato esaminare le loro dichiarazioni dei redditi e confrontarli con il tenore di vita. E in molti casi, il confronto non teneva, come per un medico di Terni, con un reddito annuo di 10 mila euro e una Mercedes da 65 mila.

Il trucco più conosciuto, appartenente alla categoria dei medici, è quello dell’intramoenia allargata, propria dei medici dipendenti di una Asl che operano anche presso studi privati sempre per conto dell'azienda sanitaria locale. In numerosi casi, la Guardia di Finanza ha scoperto però medici che non fatturavano le prestazioni seguite all'esterno, intascandosi direttamente - e in nero - il prezzo della visita. Quella dell'iintramoenia allargata - che comporta truffa ai danni dell'erario - è una pratica che verrà però risolta nel decreto milleproroghe, che ne prevede la cessazione per il 30 giugno prossimo.
C'è poi la tecnica della parcella divisa in due, trucchetto attraverso il quale un notaio riusciva a pagare l'Iva solo su una quota - irrisoria - del pagamento, trasformando la seconda tranche in una fattura "spese anticipate in nome e per conto", che ha anche il vantaggio di essere portata in deduzione come un costo. O ancora di dilazionare il pagamento, pratica utilizzata da molti avvocati che approfittando dei tempi lunghi della giustizia italiana, diluivano il pagamento nel corso degli anni, molte volte in nero o con sottofatturazioni. O infine di aggirare le norme sulla detrazione fiscale al 36%, semplicemente dimenticandosi - nel caso di alcuni architetti - di denunciare la fattura e sommarla al proprio imponibile.
Insomma, a ogni professione la propria evasione. Piccoli trucchi, astuzia, sommata alla complicità/imbarazzo del cliente, la disinformazione su queste tematiche e il gioco è fatto. Un gioco molto caro però, da 200milioni di euro. Al momento.