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Ex Gkn, sindacati: "Nuova fumata nera"

(Adnkronos) - Nuova fumata nera sul futuro del'ex sito Gkn, ora Qf di Campi Bisenzio. Anche il tavolo al Mise convocato oggi dopo lo stop, la scorsa settimana, del tavolo tecnico sulla procedura di cassa integrazione avviata dall'azienda guidata dall’imprenditore Francesco Borgomeo, non è riuscito a trovare una via d'uscita alla situazione per garantire il rilancio e la salvaguardia dell'occupazione dei lavoratori del sito. E' ancora lontano, infatti, il piano di reindustrializzazione che l'azienda avrebbe dovuto presentare per far ripartire il sito toscano a seguito dell'accordo sottoscritto con Fim Fiom e Uilm nel gennaio scorso. Preoccupati i sindacati che parlano di "rischio naufragio" e di "incapacità dell'azienda" a trovare soluzioni condivise.

“Chiediamo al Ministero di farsi parte attiva per trovare i potenziali investitori che possano finalmente intervenire per rafforzare il progetto di rilancio e pensiamo che potrebbe essere decisivo un diretto coinvolgimento di Invitalia o di altro ente economico in mano pubblica.La situazione si sta trascinando da troppi mesi e, in mancanza di un intervento risoluto da parte del Ministero, temiamo che siano a rischio sia la continuità retributiva per i lavoratori sia il futuro industriale del sito”, spiega al termine del round di oggi Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore automotive. "Qf continua a girare attorno alla problematica dell'agibilità del sito, che essa stessa sa di essere inesistente. Anche la proposta del Mise di nominare una nuova governance, in discontinuità con l’attuale e individuare un nuovo Advisor in condivisione con il sindacato, è stata respinta", denunciano Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per Fiom-Cgil, Stefano Angelini della Fiom-Cgil di Firenze.

Per la Fiom è arrivato il momento, dunque, "che il Mise prenda atto che l’azienda è incapace di fare ciò che è previsto dall’accordo di gennaio, firmato da tutte le parti. Il Mise ed Invitalia devono intervenire, valutando ogni azione straordinaria compresa l’entrata in equity. Occorre trovare una soluzione che passi anche per la messa a disposizione a QF di progetti pubblici o privati che possono arrivare anche dalla Regione Toscana, che su questo deve svolgere un ruolo", concludono le tute blu della Cgil.