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Ex Ilva, allarme costruttori: "Con stop produzione rischio blocco cantieri"

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Lo stop alla produzione dell'ex Ilva di Taranto rischia di provocare un blocco delle costruzioni e dei cantieri in Italia. Con ripercussioni su un settore già in difficoltà e su tutta la crescita italiana. E' l'allarme lanciato da Gabriele Buia, presidente dell'Ance, l'associazione italiana dei costruttori edili. Lo spegnimento degli altiforni dell'acciaieria di Taranto, annunciato da ArcelorMittal, significa per le imprese di costruzioni "difficoltà di approvvigionamento, aumento dei costi e ancora tempi lunghi e blocco dei cantieri", spiega Buia, contattato dall'Adnkronos.  

"Un blocco delle opere e un innalzamento repentino dei costi in questo momento ci preoccupa molto", dice il presidente dell'Ance. Se l'acciaieria dovesse chiudere "avremmo un problema di reperimento della materia prima per gli elementi infrastrutturali e questo porterebbe in questo momento di grave difficoltà del settore ulteriori problemi, perché si dovrebbero bloccare numerose operazioni".  

Il rischio di stop all'ex Ilva, continua Buia, "ci sta preoccupando, perché se si blocca la fonte principale di approvvigionamento italiano, bisognerebbe andare a sopperire la materia prima sul mercato estero, con aumento dei costi, tempi lunghi, blocco dei cantieri e impoverimento di tutto il sistema produttivo delle costruzioni". Un settore che ha "un impatto importante sulla crescita italiana, o che almeno dovrebbe, visto che langue da parecchio tempo".  

Buia suggerisce un intervento pubblico limitato nel tempo per trovare una soluzione sul futuro dell'acciaieria di Taranto. "Personalmente sono molto scettico sulle nazionalizzazioni e non ho mai creduto nell'intervento pubblico, come dimostrano molti interventi pubblici del passato che non hanno portato miglioramenti" nelle società gestite, spiega. Ma un intervento pubblico "limitato e con una sicurezza dell'uscita sarebbe comprensibile. Un intervento pubblico senza fine non è invece accettabile".