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Ex Ilva, Bellanova: "Mettiamo aziende di fronte a responsabilità"

Dmo

Roma, 5 dic. (askanews) - "Ad un'azienda che fa miliardi di attivo e intanto taglia migliaia di posti di lavoro, un governo dovrebbe ricordare che la nostra splendida Costituzione parla di responsabilità sociale delle imprese", dice sulle pagine di Repubblica Teresa Bellanova, la ministra delle Politiche agricole.

"Quando ero viceministra dello Sviluppo Economico, con Calenda, ho gestito trentadue tavoli con i commissari di Ilva e con i Mittal. Insieme a tante altre crisi industriali. So che significa. Ogni sera, quando finivano quelle riunioni, me ne tornavo a casa con un pezzo di fegato in meno perché dietro ogni numero c'è una persona, una vita".

E sui tavoli di crisi, Bellanova aggiunge: "La differenza è tra chi passeggia tra i tavoli e chi li gestisce. Tra chi fa proclami, alza la voce davanti alle telecamere, e chi anche in modo riservato, senza mai staccare la spina, costringe le imprese a farsi carico della responsabilità sociale di cui dicevo. Noi con Mittal lo facemmo, andando avanti nella trattativa un passo alla volta, riducendo le asprezze, e solo nel momento decisivo Calenda calò sul tavolo l'aut aut: 'O diecimila assunzioni o niente!' E così è andata. Ora a Taranto, invece, siamo di nuovo nel dramma e a quel tavolo si gioca a farsi male".

"Il settore dell'acciaio è quello più sottoposto a limiti e vincoli antitrust. Arcelor Mittal per prendere l'Ilva ha dovuto cedere altri stabilimenti in Europa. E comunque, se alla fine della fiera Taranto chiude, per loro sarà solo un favore: andranno a produrre acciaio con il ciclo integrale altrove. Il problema è che qui da noi si continua a ragionare un tanto al chilo, tra chi immagina parchi giochi o allevamenti di mitili. Bisognerebbe chiamare il 118 e chiudere questo circo".