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Ex Ilva, Bellanova: "Si gioca sulla vita di 20mila persone"

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"Bisogna recuperare razionalità e senso di responsabilità". Lo dice la ministra per le Politiche agricole Teresa Bellanova in un'intervista a Circo Massimo, su Radio Capital. "Qui si gioca sulla vita non solo della filiera produttiva dell'acciaio, fondamentale per il nostro Paese, ma di 20mila persone fra diretti e indotto e centinaia di piccole imprese. Non si scaricano le tensioni interne ai singoli partiti su una vicenda economica, industriale e ambientale di così grande rilevanza". 

Tensioni, specifica la ministra "nel M5S e di quelli che non sanno mai scegliere e che mi hanno lasciata sola per quattro anni. Per quattro anni, sono andata ogni settimana a Taranto per ragionare sul territorio su come doveva andare avanti il progetto di rilancio, di risanamento e di bonifica di Ilva e come una città stuprata doveva essere ripagata con investimenti", continua. 

Quanto all'emendamento sullo scudo penale, Bellanova spiega di non essersi opposta come Italia Viva perché "probabilmente dovevamo non dare attenzione a quelli che ci accusano di essere strumentali. Io sono stata nel Consiglio dei ministri fino alle 2 di notte - continua la ministra - a motivare come quella scelta avrebbe messo in discussione posti di lavoro e dava pretesti a Mittal di alzare il prezzo. In questa situazione chi ci guadagna in ogni caso è Mittal". 

"Come se ne esce da questa vicenda? Chi deve andare a risanare quello che altri hanno inquinato non può rischiare ogni giorno di avere un provvedimento penale, Mittal o chiunque altro. Il risanamento non avviene se non si affronta questo problema. Non troveranno un tecnico, un operaio specializzato, un'impresa che andrà a mettere le mani nelle zone da disinquinare se non ha una copertura dal punto di vista penale" continua Bellanova che conclude: "Spero che Mittal abbia ancora intenzione di far ripartire l'impianto".