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Ex Ilva, Conte: "Se Mittal lascia, commissariamento"

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Se ArcelorMittal si dovesse disimpegnare dagli stabilimenti dell'ex gruppo Ilva "il primo step sarebbe quello di attribuire la gestione commissariale al Mise". A profilare la possibilità, secondo fonti sindacali, il premier Giuseppe Conte ieri nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi con le forze sociali e gli enti locali per fare il punto sulla vertenza ArcelorMittal. "Chiedo alle istituzioni locali di sostenere, come parti civili, la difesa del contenzioso" è la richiesta arrivata dal presidente del Consiglio, stando a fonti sindacali. 

Conte ieri ha riferito al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l'evoluzione della situazione. Non si conoscono i particolari del colloquio, ma è nota la preoccupazione del capo dello Stato sia per la situazione dell'azienda dell'acciaio, sia in generale per tutte le crisi aziendali che si registrano nel Paese. Mattarella ha quindi chiesto al governo di adoperarsi per trovare rapide soluzioni, visto che, come sottolineato a più riprese, l'occupazione rappresenta uno dei problemi più rilevanti per il Paese. Il capo dello Stato ovviamente non entra nel merito delle soluzioni necessarie per superare le crisi aziendali.  

Ripristinare lo scudo penale e riflettere su un eventuale ingresso di Cdp nella attuale società. Sono questi i punti che il leader Cgil Maurizio Landini ha sottolineato al governo nel corso dell'incontro a Palazzo Chigi. "Serve dare un segnale e ripristinare lo scudo penale, facendo rivivere il decreto del 2015 che riguardava anche i Commissari e che aveva una caratteristica precisa, che valeva in generale, senza fare favori a nessuno con norme che prevedevano come in tutte le situazioni di crisi chi subentrasse non dovesse essere responsabile di ciò che non ha fatto. Mi sembra una cosa di buon senso", ha spiegato al termine dell'incontro con il governo.  

"Il governo faccia un decreto sullo scudo penale per non dare alcun alibi ad ArcelorMittal. Il piano b non c'è, c'è obbligare l'azienda a riaprire la trattativa per rispettare l'accordo fatto con l'allora governo e con Cgil, Cisl e Uil" ha detto la leader della Cisl Annamaria Furlan al termine dell'incontro sull'ex Ilva. 

Anche per il leader Uil Carmelo Barbagallo "non ci deve essere un piano B ma il rispetto degli impegni. Nazionalizzare? Una cosa è certa che in altri paesi come la Francia hanno sempre il 15% di imprese strategiche. Noi invece facciamo di tutto per renderci la vita difficile". 

Fim Fiom e Uilm hanno proclamato ventiquattro ore di sciopero per l’intero Gruppo ArcelorMittal ex Ilva a partire dalle ore 7 di oggi.