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Ex Ilva, Federacciai: bene Stato traghettatore ma non imprenditore

Rar
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Milano, 14 ott. (askanews) - Lo stabilimento dell'ex Ilva di Taranto è un asset necessario e strategico per tutta la filiera: bene quindi l'intervento dello Stato in qualità di traghettatore ma non di imprenditore. A dirlo è il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione. "La manifattura italiana ha ancora bisogno di Taranto, una qualsiasi soluzione va trovata. Ci sono negoziazioni in corso nelle quali non entro - ha precisato, parlando nel corso di un briefing - vediamo come si sviluppano, per il momento attendiamo di sapere cosa succederà da novembre". "C'è da parte nostra la consapevolezza che ci sono momenti in cui se si considerano strategici certi asset e se l'effetto combinato di perdite e investimenti per il rilancio sono insostenibili per un investitore privato, il ritorno dello Stato è possibile e necessario - ha sottolineato il numero uno di Federacciai - La presenza dello Stato deve servire per proteggere il turnaround ma poi deve essere valorizzata prevedendone una uscita. Siamo quindi dell'idea che lo Stato possa fare il traghettatore ma non l'imprenditore". "Detto questo va però chiarito che è necessario salvaguardare ciò che è veramente strategico e non le attività che sono ormai fuori mercato - ha sottolineato - Nel caso dei prodotti piani, ad esempio, dal 2012 al 2019 la produzione di coils a Taranto si è dimezzata da 9,3 milioni di tonnellate a 4,5 milioni. Con un consumo aumentato di 2,2 milioni di tonnellate nello stesso periodo le importazioni sono passate da 5,6 milioni di tonnellate a 9,6 milioni. Questa è la dimostrazione, numeri alla mano, che per tutta la filiera Taranto è un asset necessario e strategico". "Non è ancora chiaro quale sarà il piano industriale per Taranto e quali saranno le strade che verranno prese per la sua progressiva decarbonizzazione - ha concluso Banzato - Ribadisco però la disponibilità delle acciaierie italiane a sedersi intorno a un tavolo e a discutere le condizioni di fattibilità tecnica ed economica di un impianto di produzione di preridotto ed HBI a Taranto, la cui capacità in eccesso potrebbe essere utilizzata nelle acciaierie del nord per migliorare la qualità della carica e avere una alternativa all'utilizzo del rottame che in Italia scarseggia".