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Ex Ilva, Film-Cisl: Di Maio grida in Tv e tace con multinazionali

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Roma, 18 nov. (askanews) - "Questa è la tipica follia della politica italiana che prima provoca i danni, poi cerca responsabilità sempre lontane da sé e va a invocare la via giudiziaria che è assolutamente inutile in questa partita". Così Marco Bentivogli, segretario generale Fim-Cisl, ai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano.

"Un governo in un accordo sindacale deve sempre essere garante, è chiaro che se ogni 6 mesi cambia le regole del gioco, cessa di essere garante e indebolisce tutti. Servire su un piatto d'argento un alibi per andare via è una cosa folle. Di Maio è troppo abituato a gridare davanti alle telecamere e a tacere davanti le multinazionali. Un conto è blaterare in tv, un conto è garantire che si rispettino i patti. L'azienda scarica sui lavoratori responsabilità che sono tutte del governo", afferma il sindacalista.

"Arcelor cerca il profitto, non conosco aziende che perseguano altre cose. Io ho incontrato Arcelor insieme al ministro Patuanelli e ad altri miei colleghi. Arcelor ha posto due punti: lo scudo penale e la questione relativa al sequestro dell'alto forno 2. Questi sono due chip per riaprire il confronto, ma il governo non li ha in tasca perché la Lezzi ha detto che non voterà mai lo scudo penale. E' nato tutto dopo le elezioni europee, perché in particolare in Puglia il governatore Emiliano e il M5S, per recuperare voti dopo il tracollo, hanno scelto di inseguire la partita dello scudo penale. Arcelor allora si è rifatta sui lavoratori e ha chiesto 5.000 esuberi. La storia dello scudo penale messo e poi tolto li mette in una posizione di vantaggio anche a livello giudiziario".