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Ex Ilva, Gualtieri: nazionalizzazione? 'Pericolosa illusione'. Ma Cdp 'strumento che non va escluso'

Laura Naka Antonelli

La nazionalizzazione dell'ex Ilva può essere "una pericolosa illusione" se "si pensa che lo Stato abbia la soluzione magica di assorbire da soli i costi e rilanciare l'azienda nel mercato globale". E' l'avvertimento lanciato dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che ha parlato in occasione diun evento in Fondazione Feltrinelli organizzato dall'Huffington Post, a Milano:

"E' una pericolosa illusione pensare che quando c'è una crisi industriale c'è lo stato che nazionalizza e assorbe i costi - ha detto il titolare del Tesoro, rispondendo a una domanda sulla possibilità di una nazionalizzazione dell'Ilva.

"Eviterei una discussione in bianco e nero: o si fa la statalizzazione di tutte le imprese in crisi oppure lo stato non fa nulla. Non è vera né l'una né l'altra cosa".

A tal proposito, il ministro ha citato l'esempio di Cdp (Cassa Depositi e Prestiti) che detiene "partecipazioni rilevanti ed è uno strumento che non va escluso dalla cassetta" degli attrezzi.

Gualtieri ha rimarcato la necessità, per l'Italia, di disporre di una "industria di base e anche siderurgica", ricordando tuttavia che, "se si vuole fare tutto ciò, bisogna saper affrontare la sfida dell'innovazione, della sostenibilità ambientale e della concorrenza globale".

Per come la vede il governo M5S-PD, "avere un produttore di acciaio a ciclo integrato, moderno e ambientalmente sostenibile è nell'interesse strategico per l'Italia e per l'Europa".

Gualtieri ha definito l'Italia "un grande paese manifatturiero", aggiungendo che "deve rimanere un grande paese manifatturiero".