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Ex Ilva, il piano non convince Giorgetti. Allarme dei sindacati

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 26 mar. (askanews) - Torna incerto il futuro dell'ex Ilva di Taranto, mentre sale la tensione sulle quasi 100 crisi aziendali ancora aperte. L'accordo del 10 dicembre scorso che ha segnato l'ingresso dello Stato, con Invitalia, nel capitale dell'azienda dell'acciaio non convince in pieno il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. E resta in sospeso lo stanziamento di 400 milioni da parte del Mef, somma destinata al rilancio del sito oggetto di un giudizio pendente al Consiglio di Stato. Le preoccupazioni di Giorgetti hanno messo subito in allarme i sindacati convinti che sia in atto uno "scaricabarile" in attesa della decisione del Consiglio di Stato, prevista per il 13 maggio.

In occasione dell'incontro con i sindacati di categoria, presente anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il ministro dello Sviluppo economico ha insistito sulla "necessità di un aggiornamento" per il piano industriale dell'ex Ilva. Il dossier, a giudizio di Giorgetti, presenta "aspetti non chiarissimi". Il ministro ha garantito di seguire "tutta la vicenda con estrema attenzione e, in particolare, i lavoratori che non possono essere presi in giro. Voglio dire con chiarezza e trasparenza - ha spiegato - che è il momento di smettere di dire cose che in realtà non possono essere fatte altrimenti non si troverà mai una soluzione".

Forti timori arrivano dai sindacati con il leader della Uilm, Rocco Palombella, che ha osservato: "ci aspettavamo una presa di posizione netta dopo 9 anni dall'inizio della vertenza ma si continua a perdere tempo con il rischio serio che la situazione diventi irreparabile. Sembra quasi che si voglia aspettare il giudizio del Consiglio di Stato, atteso il 13 maggio, per non per assumersi le necessarie responsabilità". Per la numero uno della Fiom, Francesca Re David, "si riparte sempre da zero" e "permane una situazione d'incertezza che peggiora la situazione di tutti i lavoratori".

Quanto alle altre crisi aziendali, da Whirlpool a Blutec fino all'ex Termini Imerese ed Acc-ex Embraco, il Governo istituirà una task force ad hoc. Giorgetti ha annunciato che serve, per affrontare le varie crisi, "una politica industriale e non una mera politica finanziaria". Ma i sindacati non sono soddisfatti e chiedono di agire in fretta. Per il leader della Fim, Roberto Benaglia "questo non può essere il governo che si occupa solo del Recovery Plan o delle grandi strategie di rilancio perchè, nel frattempo, ci sono aziende che stanno sprofondando e occupazione che ci stiamo giocando".

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