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Ex Ilva, Italia Viva presenta emendamenti per scudo

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Sono dedicati all'ex Ilva gli emendamenti di Italia Viva al dl fiscale: articolo 4, per la parte che riguarda la burocrazia alle imprese, e articolo 39 sui reati tributari, accelerazione dei fabbisogni standard per i comuni, sostegno al settore agricolo, semplificazioni fiscali, blocco aliquote locali.  

Se l'emendamento presentato da Italia Viva per la reintroduzione dello scudo penale ad ArcelorMittal "può servire per aprire il tavolo e mantenere l'azienda operativa, io senz'altro sono del parere che si debba votarlo tutti". Non ha dubbi Nunzio Angiola, deputato tarantino del M5S, il quale, interpellato dall'Adnkronos, fa sapere di essere favorevole al provvedimento messo sul tavolo dal partito di Matteo Renzi. "E' del tutto evidente - prosegue il parlamentare pugliese - che se Mittal non ha intenzione di proseguire il confronto col governo, anche l'emendamento si rivelerebbe inutile".  

Molti suoi colleghi non sono dello stesso avviso: per loro lo scudo non va votato, punto. "Io - replica Angiola - ritengo il contrario, ritengo che questo scudo, se può servire alla prosecuzione dell'attività e al mantenimento dei livelli occupazionali, debba essere mantenuto. Non ho nessuna chiusura pregiudiziale verso il mantenimento dello scudo". Proverà a fare una 'moral suasion' nei confronti dei suoi colleghi del M5S? "Nel momento in cui mi si pone davanti l'alternativa tra il mantenimento e la chiusura azienda, farò di tutto perché non solo i colleghi ragionino sul mantenimento dello scudo, ma votino a favore".  

Ma sul tema del ripristino dello scudo le posizioni sono molto diverse. "Bisogna riportare" Arcerlor Mittal "al tavolo non col tema dello scudo ma col tema che hanno firmato un contratto, che va rispettato. Lo Stato italiano si deve far rispettare", ha detto il capo politico del M5S Luigi Di Maio, in collegamento da Bruxelles con 'Unomattina'. 

"Per stanare il signor Mittal sulle sue reali intenzioni, gliel'ho offerto subito: mi ha risposto che se ne sarebbe andato comunque, perché il problema è industriale, non giudiziario. Quindi chi vuole reintrodurre lo scudo per levare un alibi a Mittal trascura il fatto che Mittal non lo usa, quell'alibi. Anche solo continuare a parlarne ci indebolisce nella battaglia legale, alimenta inutili polemiche e ributta la palla dal campo di Mittal a quella del governo", ha affermato in un'intervista a 'Il Fatto Quotidiano' il premier Giuseppe Conte.  

Intanto per martedì sono state indette da Fim Fiom Uilm e le Rsu 24 ore di sciopero in difesa dello stabilimento Ex Ilva di Novi Ligure e degli oltre 700 dipendenti diretti e dell'indotto. Uno stop di 8 ore per turno con presidio davanti alla fabbrica e davanti alla Prefettura di Alessandria nel corso dei quali i sindacati chiederanno come qualunque tipo di confronto il governo pensi di attivare con ArcelorMittal dovrà coinvolgere il sindacato e i lavoratori. "L'accordo sottoscritto l'anno scorso presso il Mise è stato frutto di una lunga trattativa e aveva già lasciato migliaia di lavoratori fuori, in Cigs. Pensare di rimettere in discussione quell'equilibrio basato su un piano industriale ed ambientale in cui ArcelorMittal si era impegnato a mantenere l'occupazione e la produzione dell'acciaio da Taranto a Genova, Novi, Racconigi, Marghera, non è accettabile e soprattutto non può avvenire senza che i lavoratori siano informati di ciò che si sta discutendo", dicono unitariamente Fim Fiom e Uilm che nel corso del presidio chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto. "Chiediamo alla cittadinanza, alle istituzioni e tutte le forze politiche e sociali di scendere in campo a fianco dei lavoratori", concludono.