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Ex Ilva, legge cambiata. Consulta restituisce atti a gip Taranto

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Roma, 8 nov. (askanews) - La Corte costituzionale ha deciso sulla questione sollevata dal gip presso il Tribunale di Taranto su due norme del 2015 (più volte modificate), che hanno consentito la prosecuzione dell'attività dello stabilimento Ilva ed esonerato da responsabilità penale i soggetti che hanno dato e danno attuazione al piano di risanamento, in quanto non rispettose di vari principi costituzionali, tra cui, anzitutto, quelli relativi alla tutela della salute e dell'ambiente.

Al termine della discussione è stata decisa la restituzione degli atti al gip, il quale, considerato che nel frattempo il legislatore è intervenuto due volte (dl n. 34 del 2019 e successivamente dl n.101 del 2019, in corso di conversione in legge), dovrà valutare se permangono la rilevanza delle questioni e i dubbi di legittimità costituzionale.

Le vicende normative sopravvenute "potrebbero condizionare l'applicabilità delle norme censurate nel procedimento a quo sulla base dei principi in materia di applicazione della legge penale nel tempo, anche in relazione all'affermazione del carattere permanente di taluni reati ipotizzati a carico delle persone sottoposte a indagine contenuta nell'ordinanza di rimessione - scrive la Consulta nell'ordinanza - che, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, a fronte di una tale evoluzione del quadro normativo, non può spettare che al giudice rimettente valutare in concreto l'incidenza delle sopravvenute modifiche legislative sia in ordine alla rilevanza, sia in riferimento alla non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate; che, pertanto, in disparte la valutazione delle numerose eccezioni di inammissibilità delle questioni prospettate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Taranto siccome dedotte in via subordinata dall'ArcelorMittal Italia spa (ordinanze n. 182 del 2019, n. 154 del 2018, n. 258 del 2016, n. 102, n. 80 e n. 53 del 2015, n. 75 del 2014), va disposta, come richiesto dalla parte costituita e dagli intervenienti, la restituzione degli atti al rimettente per un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni alla luce del mutato quadro normativo".