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Ex Ilva, massiccia adesione a sciopero, sindacati chiedono nazionalizzazione

Una colonna di fumo esce dalla ciminiera dello stabilimento ex-Ilva a Taranto

MILANO (Reuters) - Lo sciopero generale, che si è svolto oggi presso tutti gli stabilimenti di Acciaierie d'Italia, ex Ilva, ha registrato una elevata adesione da parte dei lavoratori, secondo quanto sostengono i sindacati che chiedono al governo di nazionalizzare l'azienda siderurgica controllata dal gruppo ArcelorMittal.

I sindacati hanno proclamato lo sciopero di oggi in tutti i stabilimenti del gruppo, dopo che Acciaierie d'Italia aveva deciso, la scorsa settimana, di sospendere le attività di 145 aziende dell'indotto.

"Non si vedeva da anni uno sciopero così partecipato dai lavoratori dell'ex Ilva e dell'indotto. Il Governo deve prendere atto che tutti gli accordi che ha firmato con il gruppo indiano sono diventati ormai carta straccia per l'irresponsabilità della multinazionale. È ormai irreversibile la sfiducia da parte di tutti i lavoratori, del sindacato e delle comunità interessate, verso la gestione di ArcelorMittal", sottolinea, Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, in una nota.

"L'assemblea dei soci di Acciaierie d'Italia, che si svolgerà il prossimo 25 novembre, dovrà essere decisiva, ovvero dovrà andare nella direzione di un controllo statale della più grande azienda siderurgica europea", aggiunge il sindacalista.

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni di Gianni Venturi, responsabile nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil: "Occorre una svolta in tempi rapidissimi. Non è pensabile arrivare al 2024 in queste condizioni, si deve sciogliere adesso il nodo dei rapporti con Arcerlor Mittal: lo Stato acquisisca il controllo e la gestione degli impianti, nazionalizzando o comunque diventando maggioranza da subito nel Consiglio di Amministrazione".

Il sindacalista sottolinea, inoltre, che "non si può assistere ad una lenta ed inesorabile agonia degli impianti, al deterioramento delle condizioni di sicurezza, al permanere di un utilizzo così ampio e unilaterale degli ammortizzatori sociali, al taglieggiamento delle imprese e delle condizioni dei lavoratori nell'indotto".

(Giancarlo Navach, editing Stefano Bernabei)