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Ex Ilva, sindacati sul piede di guerra

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Consiglio di fabbrica riunito in modo permanente. Presidio domani mattina vicino alla direzione aziendale. I sindacati rispondono con una massiccia mobilitazione all'annuncio di Arcelor Mittal di recedere dal contratto di affitto dello stabilimento siderurgico ex Ilva del capoluogo jonico. "Ovviamente se dovessero arrivare aggiornamenti nella giornata di oggi o di domani non si escludono ulteriori iniziative", spiega all'Adnkronos Biagio Prisciano, segretario aggiunto della Fim Cisl di Taranto-Brindisi.  

Terminata la riunione del consiglio di fabbrica, convocato ieri d'urgenza da Fim Cisl- Fiom Cgil e  Uilm Uil di Taranto, sono attesi a breve altri appuntamenti importanti. Nel pomeriggio è previsto un incontro azienda-sindacati e domani a Roma con il presidente del consiglio Giuseppe Conte. "Sento che il governo sta cercando di fare l'azzeccagarbugli, ragiona se lo scudo penale era nel contratto o no" dice il leader Fim, Marco Bentivogli. "Serve invece una norma che eviti la condanna anche degli stessi lavoratori. E per questo il consiglio dei ministri deve ripristinare subito uno scudo con norme generali per tutte le aziende". "Quello che sento dire su fantasmagoriche cordate sono solo fantasie. Ci si dimentica che l'intervento dello Stato è già costato in 6 anni 3,3 miliardi di euro pagati dai contribuenti con il crollo della produzione e il fermo del piano ambientale", aggiunge. A chiedere al governo una linea dura sul rispetto degli accordi anche la Fiom. 

"Il governo ha fornito all'Ex Ilva un alibi gigantesco sul rispetto dell'accordo. Un alibi gigantesco. E il non offrire un quadro certo è un elemento che è all'opposto della politica industriale. Un quadro legislativo certo è una necessità: varare una immunità che non era permanente e toglierla appena 2 mesi dopo pretendendo che questo non abbia nessun significato, trovo sia stato davvero un grossissimo autogol da parte del governo", dice Francesca Re David a margine dell'avvio del tavolo di confronto sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici. "Penso che il governo abbia fatto un errore e a volte riconoscerlo sarebbe un fatto positivo togliendo l'alibi all'azienda: richiami dunque l'azienda al tavolo e chieda il rispetto degli accordi da ogni punto di vista", ribadisce. E di "capolavoro" parla la Uilm. "Siamo di fronte ad una situazione drammatica, ad un grande capolavoro della politica. Ed è stato fatto scientificamente; si è voluto mettere lo stabilimento in condizione di fermarsi dando ad ArcelorMittal l'alibi per riprendere a dettare lei le condizioni", dice il leader delle tute blu della Uil, Rocco Palombella. 

Ad invocare una soluzione rapida anche l'Ugl. "Abbiamo incontrato stamattina il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, per illustrargli tutte le nostre preoccupazioni, che condividiamo con i lavoratori - dice il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera -, e rivolgergli la richiesta di una soluzione che sia la più rapida e la più efficace possibile". "Dopo l'incontro di domani del governo con la proprietà, il ministro dello Sviluppo economico riconvocherà di nuovo sindacati e azienda per ragionare sulla realtà dei fatti e quindi sul futuro e sulle possibili soluzioni", sottolinea. "Auspichiamo - conclude Spera - che governo faccia la propria parte concedendo con lo scudo penale così da costringere ArcelorMittal a rispettare accordi assunti, cosa che non ha fatto integralmente, richiamandola alle proprie responsabilità".