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Ex Ilva, Ugl: una fabbrica al collasso

Red/Rar
·2 minuti per la lettura

Milano, 19 set. (askanews) - "Facendo seguito all'intervento presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Taranto con il quale venivano denunciate le discriminazioni attuate nei confronti dei lavoratori in materia di applicazione della Cigo Covid-19, più volte segnalate attraverso comunicati all'indirizzo dell'azienda ArcelorMittal, si vuol riportare quanto ancora stia accadendo in fabbrica: in data 18 settembre l'azienda, in maniera unilaterale, ha deciso di ridurre ulteriormente il regime produttivo adducendo quale motivazione la riduzione degli ordini". Lo ha dichiarato in una nota il Segretario Nazionale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, parlando dell'ex Ilva di Taranto. "Tale atteggiamento che si protrae dal mese di luglio del 2019 ed esasperato con l'emergenza Covid a partire da febbraio 2020, sta minando la stabilità economica e psicologica dei lavoratori, sia diretti che dell'indotto, senza dimenticare coloro che sono in Ilva ancora in amministrazione straordinaria". "In tutto questo - continua Spera - si denuncia la latitanza del Governo che, tra false promesse ed esternazioni propagandistiche elettorali, non vuole o non riesce ad affrontare una vertenza come quella in questione in modo serio e risolutivo che possa, e debba, placare il clima di rabbia ed evitare una carneficina sociale, se non una bomba sociale senza precedenti. I lavoratori diretti dello stabilimento, dell'indotto e dell'Ilva in amministrazione straordinaria sono stati lasciati soli, alla mercé di una multinazionale oramai lontana dai buoni propositi iniziali e arroccata su posizioni totalitarie alle quali nè il Governo, nè la Magistratura, nè l'Inps intervengono per porre in essere le giuste azioni di salvaguardia dei lavoratori e delle loro famiglie, dei cittadini di Taranto ma anche della fabbrica, che è ancora di proprietà dello Stato Italiano. L'Ugl Nazionale Metalmeccanici - conclude - chiede l'intervento urgente degli organi competenti tutti per riportare a condizioni di normalità il sito produttivo di Taranto, così come quello di Genova e Novi Ligure, ed evitare azioni fuori controllo che non possono che esasperare ancor di più gli animi".