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Ex Ilva, Uilm: adesso rientro lavoratori in cassa integrazione

Glv

Roma, 7 gen. (askanews) - Per l'ex-Ilva di Taranto "ora chiediamo il rientro al lavoro dei 1.273 in cassa integrazione ordinaria e dei circa 1.900 in cigs per evitare migliaia di esuberi strutturali". Lo afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, sottolineando che, "scongiurato il pericolo di fermata dell'altoforno 2 e dell'ex Ilva, ora ArcelorMittal rispetti le prescrizioni vincolanti emesse dal giudice del Riesame per evitare di avere nei tempi prescritti rischi di incidenti e non ritrovarci nelle stesse condizioni al termine dei tempi stringenti previsti dal dispositivo giudiziario".

"Le lancette tornano indietro al 5 novembre - spiega il leader della Uilm - quando ArcelorMittal dichiarò di voler recedere dal contratto di affitto. È bene che l'azienda, i commissari straordinari e il governo sappiano che questa decisione giudiziaria non risolverà i problemi drammatici che lo stabilimento di Taranto dovrà affrontare. Il verbale di accordo, sottoscritto il 20 dicembre tra l'azienda e i commissari, non risolve assolutamente le difficoltà esistenti e non dà nessuna certezza sulle prospettive future".

"È indispensabile - secondo Palombella - che arrivi immediatamente, in concomitanza con l'avvio della trattativa tra ArcelorMittal, commissari e governo, la convocazione di un tavolo sindacale. Qualsiasi ipotesi di accordo o assetti societari differenti devono ripartire dalla conferma dell'accordo del 6 settembre 2018, dagli investimenti per un totale di 2,4 miliardi, in particolare 1,1 miliardi per interventi ambientali e 1,3 miliardi per quelli impiantistici, la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori, a partire da quelli che si trovano in amministrazione straordinaria e quelli che sono nel sistema degli appalti".

"Non faremo sconti a nessuno - aggiunge il sindacalista - e saremo contrari a qualsiasi rinnovo della cassa integrazione ordinaria mascherata da problemi di mercato. Il governo farebbe bene a provvedere immediatamente a rispettare gli accordi sottoscritti e a ripristinare tempestivamente l'integrazione salariale al 10% per i lavoratori attualmente in cassa integrazione in amministrazione straordinaria".