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All’ex Santo Uffizio arriva un giovane teologo dialogante

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 12 apr. (askanews) - Una solida formazione, una curiosità non prevenuta nei confronti delle posizioni critiche, la capacità di coniugare la dottrina teologica e la lucidità sociologica, don Armando Matteo, teologo calabrese di 50 anni - per gli standard vaticani, un giovanotto - è stato nominato da papa Francesco sottosegretario aggiunto della congregazione per la Dottrina della fede, l'ex Santo Uffizio.

Il sacerdote lascia l'incarico di professore straordinario di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Università Urbaniana.

Nato il 21 settembre a Catanzaro, don Armando Matteo è stato ordinato sacerdote il 20 dicembre 1997, si è laureato in Filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e si è addottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Dopo aver svolto diversi ministeri nella propria Arcidiocesi, dal 2005 al 2011 è stato Assistente Ecclesiastico Nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (Fuci) e, nel 2012, Consulente Ecclesiastico Nazionale dell'Associazione Italiana Maestri Cattolici (Aimc).

Ha al suo attivo numerose pubblicazioni di ambito teologico che conservano spesso, però, un taglio divulgativo. Tra di esse, anche alcuni "bestseller" che hanno affrontato questioni delicate come la disaffezione delle donne delle giovani generazioni nei confronti della Chiesa (La fuga delle quarantenni, Rubettino, 2012), il difficile rapporto tra i giovani e la fede (La prima generazione incredula, Rubettino, 2017), la difficoltà degli adulti cattolici a vivere la propria età adulta (Tutti giovani, nessun giovane, Piemme, 2018), le carenze della Chiesa attuale individuate dall'Evangelii gaudium di papa Francesco (La Chiesa che manca, San Paolo, 2018), e, più recentemente, la "scienza divina" spiegata ad un grande pubblico (Evviva la teologia, San Paolo, 2020).

Don Armando Matteo entra ora nella testa di comando della congregazione un tempo definita "la suprema" perché responsabile dell'ortodossia cattolica (nonché delle indagini canoniche sugli abusi sessuali). La congregazione per la Dottrina della fede è guidata dal cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, gesuita spagnolo, che ne è presidente. Il segretario è mons. Giacomo Morandi, affiancato da due "aggiunti", il domenicano statunitense Joseph Augustine Di Noia e l'arcivescovo maltese Charles Scicluna, responsabile dei processi di appello per pedofilia. Il sottosegretario è don Matteo Visioli e, ora, sottosegretario è don Armando Matteo. La congregazione per la Dottrina della fede, molto prolifica durante il pontificato di Giovanni Paolo II, quando era guidata dal cardinale Joseph Ratzinger, e anche, quando ques'ultimo venne eletto col nome di Benedetto XVI, durante il suo pontificato, con Francesco si è fatta più discreta. Ma non sono mancati nel corso del tempo interventi, anche controversi, come il recente "responsum" che ha confermato il divieto di benedire in chiesa le coppie omosessuali.