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Ex terroristi in Francia, Insorgenze: "A Bergamin 2 anni di casa-lavoro in stile 41bis"

·2 minuto per la lettura

"Ci hanno provato come al solito, la pena stava per prescriversi allora in tutta fretta la procura di Milano ha avuto la geniale di idea di chiedere l’applicazione di una nuova pena, una pena accessoria coniata ai tempi del fascismo e rimasta intatta successivamente". Lo scrive l'ex Br Paolo Persichetti sul suo blog Insorgenze, spiegando, in merito al caso della sopravvenuta prescrizione per l'ex Pac Luigi Bergamin, uno dei terroristi italiani per cui pende la richiesta di estradizione dalla Francia, che "la procura dopo aver abusivamente chiesto l’applicazione della delinquenza abituale, comma che avrebbe impedito il riconoscimento della prescrizione della pena ma che la corte d’appello ha censurato nel merito, ha ottenuto dal magistrato di sorveglianza l’erogazione di una nuova pena di 2 anni di casa lavoro".

"Che cosa è una casa lavoro? Una prigione dove l’internato sottoposto ad un normale regime detentivo durante il giorno deve (dovrebbe) lavorare. Insomma dei lavori forzati. Nel caso di Bergamin tuttavia il magistrato di sorveglianza si è dilungato in una particolareggiata descrizione del trattamento restrittivo che gli dovrà essere riservato, una sorta di 41 bis - prosegue Persichetti nel suo articolo intitolato 'Illegittima la richiesta di estradizione di Luigi Bergamin' - Su questa decisione pende ora un ricorso che verrà discusso nei prossimi giorni e che alla luce del pronunciamento della corte d’appello ha poche chances di essere confermato. Nel caso ciò avvenisse i giudici francesi della Chambre d’accusation, dove pende la richiesta di estradizione, dovranno pronunciarsi sulla legittimità di una condanna del genere sopravvenuta dopo trent’anni dal passato in giudicato".

"Sarà molto difficile!", la valutazione di Persichetti, che spiega come una pena accessoria sia una "pena che si commina in assenza di reato", una "misura afflittiva tipologica, ovvero applicata sulla base di un giudizio prognostico sulla personalità del reo, una volta che questi ha terminato di scontare la propria condanna. Può essere una pena infinita, detta anche 'ergastolo bianco', poiché rinnovabile di volta in volta sulla base di valutazioni sulla indole della persona. Insomma è una pena comminata non per quello che si è fatto ma per l’idea che magistratura e polizia hanno della persona".

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