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Export: nel 2019 esportazioni +3% in Provincia di Udine

Fdm

Udine, 13 mar. (askanews) - Le esportazioni della provincia di Udine nel 2019 sono cresciute in media d'anno del +3% (da 6.036 a 6.215 milioni di euro). Un aumento in misura inferiore rispetto al 2018, +10,4%, a seguito del calo registrato nel quarto trimetre, -5,7%.

Nel dettaglio, l'export udinese - secondo le elaborazioni dell'Ufficio studi di Confindustria su dati Istat - dopo aver registrato un aumento medio del +7,8% nel primo semestre 2019 e aver decelerato nel terzo, +2,5%, ha subito una decisa battuta d'arresto nel quarto, -5,7%.

La media annua del 2019 delle esportazioni della Provincia di Udine si è, comunque, mantenuta superiore a quella segnata nel Nord Est e in Italia (entrambe +2,3%). Il valore complessivo delle esportazioni, come già nell'anno precedente, è al di sopra di quello pre-crisi (5.861 milioni nel 2008).

La quota dell'export udinese su quello regionale (in FVG si è registrato un leggero calo nel 2019, -0,8%, imputabile principalmente alla cantieristica -20,9%; senza tale comparto si registra una crescita del +2,4%), si è attestata al 40,4%, superiore a quella delle altre province (Pordenone 25,8%, Trieste 22,9%, Gorizia 10,9%), ed in crescita rispetto al 2018 (38,9%).

La bilancia commerciale udinese si mantiene sempre positiva, pari a 2.764 milioni di euro, in crescita del +18,9% rispetto al 2018, a seguito anche del calo delle importazioni (-7%, da 3.711 a 3.451 milioni di euro).

"Questi dati sono storia - afferma Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria -. Di fatto, siamo entrati in un'altra era dopo l'emergenza coronavirus e ci arriviamo già in una situazione di rallentamento economico e di debolezza. Per questa ragione non riesco a pensare alla chiusura delle imprese. Sarebbe qualcosa di drammatico. Serve più senso di responsabilità da parte di tutti i cittadini. Tutti dobbiamo osservare in modo rigoroso le disposizioni del Governo. Non c'è altra strada per scongiurare l'adozione di misure più stringenti, che avrebbero conseguenze ancor più disastrose per il nostro futuro. Perché un futuro ci sarà e bisognerà arrivarci in piena salute fisica e, possibilmente, in sufficiente salute economica".