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F1: Cos'è l'Halo, il sistema che ha salvato la vita a Grosjean

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(Brynn Lennon, Pool via AP)
(Brynn Lennon, Pool via AP)

"Senza Halo non sarei qui". Romain Grosjean parla dal letto d'ospedale dopo la grande paura al Gp del Bahrain di Formula 1. Le immagini del suo spaventoso incidente alla prima curva hanno fatto il giro del mondo. Il testa coda, la vettura che si spezza in due e prende fuoco. Per fortuna, pochi secondi dopo si è visto anche il pilota francese uscire dalle fiamme, salvo per miracolo, con solo qualche ustione alle mani.

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In realtà, l'esito diverso di quest'ultimo incidente, dopo i tanti nel passato in cui hanno perso la vita molti suoi "colleghi", è dovuto soprattutto al nuovo sistema di protezione reso obbligatorio dal 2018, l’Halo appunto. "Ero contrario qualche anno fa, ma credo sia la cosa migliore introdotta in Formula 1", ha detto Grosjean.

LE IMMAGINI SHOCK DELL’INCIDENTE - GALLERY

Si tratta di una infrastruttura presente ora in ogni monoposto, composta da una barra curva che permette di ridurre significativamente i rischi degli impatti alla testa. Come ha fatto ieri, con una tenuta che lo ha difeso tra le lamiere accartocciate della vettura.

Inizialmente il dispositivo aveva suscitato molte critiche sia a livello estetico che come ostacolo alla visuale da parte degli stessi piloti. Ma la FIA ha deciso di renderlo obbligatorio per questioni di sicurezza, anche sulla scia della morte di Jules Bianchi, dopo il terribile incidente in Giappone nel 2015. Proprio la mamma di Jules, Christine, ha commentato così le immagini viste ieri in Bahrain: "Non posso che sottolineare quanto sia stato determinante l’Halo in questa circostanza. La FIA ha deciso di introdurlo proprio dopo l’incidente avuto da mio figlio. Oggi Grosjean si è salvato grazie a questo".

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