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Fabbriche cinesi a corto di energia

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Fabbriche cinesi a corto di energia
Fabbriche cinesi a corto di energia

Né Evergrande né inflazione, la vera minaccia per la ripresa economica globale arriva dalla crisi energetica che sta colpendo la Cina, e l'aumento del prezzo del gas naturale non aiuta

Mentre il mondo ha ancora gli occhi puntati sul caso Evergrande e sull'aumento dell'inflazione, dalla Cina sembra arrivare una nuova minaccia per l'economia: l'energy crunch. Ovvero, per dirla in italiano, la carenza di energia che sta costringendo la "fabbrica del mondo" a fermare o rallentare la produzione. Un blocco che non poteva arrivare in un momento meno adatto, proprio mentre l'economia mondiale si sta riprendendo dal Covid-19 e ha bisogno di merce per far fronte alla domanda.

COLLI DI BOTTIGLIA

Con le fabbriche a regime non si riusciva già a rifornire i mercati di beni, i famosi "colli di bottiglia" che hanno provocato un aumento dell'inflazione. Figurarsi ora, con gli stabilimenti del Nord Est della Cina costretti a razionare l'elettricità e rallentare la produzione. I primi effetti sono già evidenti: i fornitori di Tesla e Apple, per esempio, hanno dovuto interrompere la produzione per qualche giorno.

INDICI PMI SOTTO QUOTA 50

A farne le spese sarà innanzitutto l'economia cinese, già alle prese con il crollo del colosso immobiliare Evergrande, che probabilmente dovrà tagliare le stime per il Pil se la crisi energetica non verrà risolto al più presto. Non a caso, per la prima volta dal post pandemia, il Pmi manifatturiero cinese è sceso inaspettatamente a 49,6 punti (contro attese di 50,1) che significa un'economia in contrazione. L'aumento del prezzo del gas naturale, che oggi sale del 2%, non è un fattore che può aiutare a superare questa crisi poiché a cascata provoca un aumento dei prezzi dell'energia. E c'è già chi pensa, tra le multinazionali che avevano delocalizzato in Cina, di spostare le fabbriche in altri paesi.

LE CAUSE

Ma a cosa è dovuto l'energy crunch che rischia di mandare al tappeto la ripresa economica post Covid-19? Alla base della crisi energetica c'è un mix composta da due elementi: scarsità di carbone e restrizioni del governo cinese sulle emissioni. Per far fronte alla poderosa ripresa post pandemica, molti produttori di energia hanno esaurito prima del previsto le scorte di carbone disponibili. Inoltre, diverse province hanno tagliato l'utilizzo delle materie prime fossili per centrare l'obiettivo governativo della riduzione delle emissioni. Un cocktail ad alto rischio che oltre a bloccare gli stabilimenti sta lasciando al buio anche milioni di famiglie cinesi.

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