Facebook in Borsa lancia un' app a pagamento per guadagnare

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"Facebook è gratis e lo sarà sempre" si legge nella homepage del social network più famoso al mondo. Da oggi però si potrebbe aggiungere al claim iniziale: "Se lo vuoi".
Da mesi, infatti, alcuni esperimenti condotti in Nuova Zelanda e poi negli Stati Uniti stanno testando la possibilità di inserire un'applicazione che permetterà agli utenti di promuovere un determinato post, rendendolo visibile a tutti i suoi contatti. A pagamento.

Il costo del servizio non è ancora stato stabilito, ma secondo TechCrunch.com sarà d 7 dollari a post.
La nuova app sarà disponibile soltanto agli utenti con meno di 5mila amici e fan, una vera risorsa - qualora approdasse - per questa piattaforma che ad oggi conta 955 milioni di iscritti.
L'applicazione garantirà agli utenti statunitensi di evidenziare un post, facendolo salire nei cosiddetti news feed, i flussi aggiornati nella homepage. Una mossa già sperimentata da altri social network come Tumblr o Twitter che - assieme all'introduzione di meccanismi di pagamento per le pagine brand - cerca di "fare cassa", trasformandosi così in un prodotto "freemium", ovvero garantendo agli utenti una versione gratuita e una "premium", a pagamento.

Il nuovo servizio non è stato visto però di buon occhio nè dagli utenti, che parlano di sfruttamento delle informazioni, nè dagli esperti del settore, che vedono questa nuova applicazione come un flop. Innanzitutto perchè non è una novità ed è anche più costosa degli altri social network  (il prezzo che si paga su Tumblr, ad esempio, è di 5 dollari). Poi, perchè andrebbe contro lo stesso algoritmo che ha distinto Facebook dalle altre piattaforme, l'Edgerank, che determina la visibilità di un post non in base alla cronologia, ma in base al numero di interazioni che avviene tra emittente e ricevente. L'algoritmo, in pratica, seleziona e dà un valore agli utenti con i quali si interagisce di più. Eli Pariser lo chiama "filter bubble", ovvero un mondo sociale limitato soltanto a quelle persone a cui si assegna un "like", perciò sarebbe assurdo pagare per visualizzare un post che il sistema probabilmente nasconderà. Oltretutto, l'opzione "notizie più recenti" permette all'utente di vedere post e commenti anche in ordine cronologico.

Con i suoi pro e contro, il progetto è partito negli Stati Uniti da due mesi e ha principalmente lo scopo di aumentare la redditività del social network di Menlo Park, cercando di colmare le aspettative di boom economico che Mark Zuckerberg prevedeva quando il 18 maggio scorso ha lanciato il suo prodotto sul mercato, con una IPO (Initial Public Offering) da 18,4 miliardi di dollari, la seconda più grande della storia dopo quella del gruppo Visa. Un'operazione che per vari motivi è risultata fallimentare, visto che l'azienda americana ha chiuso il terzo trimestre del 2012 in rosso di quasi 59 milioni di dollari.