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Facebook: "Oscuramento Casapound decisione estrema ma legittima"

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Su Casapound, Facebook ha assunto una decisione "estrema" ma "legittima". È l’opinione di Nick Clegg, vicepresidente del colosso. Clegg si esprime così in relazione alla decisione del tribunale di Roma che ha dato torto al social. La compagnia fondata da Mark Zuckerberg aveva escluso la pagina dell’organizzazione dalla propria piattaforma. In un evento alla Luiss, il vicepresidente Global Affairs e Communications spiega che si tratta di "un caso interessante". 

"Dicono sempre che Fb non prende decisioni per arginare questi fenomeni ma una volta che abbiamo preso una decisione, estrema, siamo stati criticati perché essa si è basata anche su quello che l’organizzazione promuove fuori dalla Piattaforma". La pagina di Facebook: "Oscuramento Casapound decisione estrema ma legittima" dopo la sentenza dei giudici della capitale: Fb ha presentato ricorso ribadendo le proprie ragioni. 

FAKE NEWS - Facebook ha triplicato, portandolo ad oltre 35.000 dipendenti, il personale che lavora per proteggere la piattaforma e ora elimina milioni di account falsi ogni giorno. Non solo. Ora Fb identifica l’80% dei contenuti di incitamento all’odio che rimuove prima che siano segnalati. Clegg cita anche analisi indipendenti secondo cui la prevalenza di notizie false sulle proprie piattaforme è diminuita del 50% o anche di più dal 2016. 

“In breve crediamo di stare imparando dai nostri errori, apportandovi rimedio, e prendendo la responsabilità per il nostro ruolo nella società. Ma - prosegue Clegg- non possiamo fare questo da soli né , data la natura dei problemi che stiamo affrontando, noi crediamo che dovremmo farlo. Questo è il motivo per cui abbiamo detto che siamo a favore di una regolazione ed è il motivo per cui siamo ansiosi di cooperare con la commissione europea, il parlamento e i governi di tutto il continente e oltre”.  

CASAPOUND - "Qui parliamo di una lobotomia di massa e massificante: condannano Casapound sulla parola, non ci viene contestato un reato. Se per la legge italiana Casapound ha motivo di esistere, di candidarsi e di fare politica, non si capisce chi sono questi signori che pretendono di eliminare il dibattito politico in Italia". Lo afferma all'Adnkronos il leader di CasaPound Gianluca Iannone commentando le parole del vicepresidente di Fb. Per Iannone non è possibile che il vicepresidente di Fb venga "qui a spiegarci chi ha diritto di parlare e chi no".