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Facebook ha rimosso una rete russa di fake news. Anche l'Italia era nel mirino

Majdi Fathi / Afp

AGI - Oltre 1600 account Facebook falsi sono stati bloccati da Meta, società che controlla la piattaforma, per aver diffuso propaganda russa in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Ucraina. Ad annunciarlo  la compagnia di Mark Zuckerberg, sostenendo cui si trattava della rete più grande e complessa collegata alla Russia, mai identificata dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina.

Meta ha riferito ad Associated Press di aver identificato e disabilitato il network di fake news prima che potesse raggiungere un vasto pubblico. L'operazione ha coinvolto più di 60 siti copia di alcuni tra i più rilevanti quotidiani occidentali, tra cui il Guardian e Der Spiegel. Una volta cliccato sul sito l'utente veniva mandato su notizie di propaganda russa e disinformazione sull'Ucraina. “L'operazione presentava un'insolita combinazione di raffinatezza e forza bruta. I siti Web contraffatti e l'uso di molte lingue hanno richiesto investimenti sia tecnici che linguistici. L'amplificazione sui social media, invece, si basava principalmente su annunci grezzi e account falsi”.

I ricercatori di Meta hanno anche identificato e smantellato una rete molto più piccola di fake news dalla Cina che ha tentato di diffondere contenuti politici negli Stati Uniti in vista delle elezioni di medio termine in programma a novembre. L'operazione ha raggiunto solo un pubblico americano limitato, con alcuni post che sono stati visualizzati da una sola persona. La compagnia ha sottolineato che si è trattato del primo network di Pechino che ha preso di mira gli americani con messaggi politici.

“Abbiamo abbattuto - ha fatto sapere Meta - una vasta rete che ha avuto origine in Russia e ha preso di mira principalmente la Germania, ma anche Francia, Italia, Ucraina e Regno Unito con narrazioni incentrate sulla guerra in Ucraina. L'operazione è iniziata a maggio di quest'anno ed è stata incentrata su una rete tentacolare di oltre 60 siti Web che impersonano accuratamente i siti Web legittimi di testate giornalistiche in Europa, tra cui Spiegel, The Guardian e Bild”.

Su questi siti copia secondo Meta “avrebbero pubblicato articoli originali che criticavano l'Ucraina e i rifugiati ucraini, supportavano la Russia e sostenevano che le sanzioni occidentali alla Russia si sarebbero ritorte contro. Avrebbero quindi promosso questi articoli e anche meme e video di YouTube su molti servizi Internet, inclusi Facebook, Instagram, Telegram, Twitter, siti Web di petizioni Change.org e Avaaz e persino LiveJournal”.

Durante l'indagine “quando abbiamo bloccato i domini di questa operazione, hanno tentato di creare nuovi siti Web, suggerendo persistenza e investimento continuo in questa attività su Internet. Operavano principalmente in inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo, russo e ucraino. In alcune occasioni i contenuti dell'operazione sono stati amplificati dalle pagine Facebook delle ambasciate russe in Europa e in Asia”.

A proposito di fake news provenienti dalla Cina, Meta ha dichiarato di aver rimosso una “piccola rete” che prendeva di mira gli Stati Uniti, ma anche la Repubblica Ceca e alcuni segmenti di pubblico di lingua cinese e francese in altri luoghi. La campagna “includeva quattro sforzi in gran parte separati e di breve durata, ciascuno incentrato su un pubblico particolare in momenti diversi tra l'autunno del 2021 e la metà di settembre 2022”.

Negli Stati Uniti, l'operazione con sede in Cina “ha preso di mira persone su entrambi i lati dello spettro politico”, ha affermato Meta, ed è stata la prima rete cinese incentrata sulla politica interna statunitense a essere interrotta prima delle elezioni di medio termine del 2022.

La campagna nella Repubblica Ceca ha fatto leva su narrazioni antigovernative, prendendo di mira il sostegno dello stato all'Ucraina. Meta ha affermato che ogni campagna includeva circa una mezza dozzina di account e postava “durante l'orario di lavoro in Cina” e poche persone si sono effettivamente impegnate con i post.