Facebook, Zuckerberg: "non tutti abusi su dati verranno scoperti"

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New York, 23 mar. (askanews) - L'indagine avviata da Facebook sulla scia dello scandalo associato a Cambridge Analytica non getterà completamente luce su dove siano finite le informazioni apparentemente abusate dalla società di dati. A dirlo è il Ceo della società, Mark Zuckerberg, in un'intervista al Wall Street Journal. L'obiettivo dell'inchiesta è identificare e scoraggiare ulteriori abusi di dati, ma certamente - afferma il Ceo - l'indagine non avrà il potere di chiarire dove sono finite le informazioni di oltre 50 milioni di persone, usate in apparente violazione alle regole del social network.

Zuckerberg aveva già fatto sapere che verrà fatta un'approfondita indagine di tutte le app in grado di accumulare dati sugli iscritti al social; uno sforzo che potrebbe valere "molti milioni di dollari", ha spiegato il Ceo.

"Come ogni misura precauzionale sulla sicurezza, questa non è una soluzione antiproiettile. Non è che ogni processo di per sé porta sempre a scoprire ogni singola cosa" ma senz'altro cercherà di intimidire gli sviluppatori che intendono "fare cose cattive" e a capire quali dati sono stati abusati. "Il punto di quello che stiamo cercando di fare è rendere molto più difficile per chiunque abusare dei dati", ha detto il numero uno di Facebook che si è detto poi disponibile a rivedere le regole per la pubblicità online. In proposito ha infatti detto che "non c'è alcun motivo per cui il settore pubblicitario su internet debba avere standard di trasparenza inferiori rispetto a quello su pubblicità o carta stampata". Il titolo Facebook ha perso il 3,3% a 159,39 dollari chiudendo una settimana in calo di circa il 14%, la peggiore dal 2012.