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Faceva prostituire via chat il figlio minore con un prete: arrestati madre e sacerdote

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Barcelona spain Nov 04 2019 :tourist people sit relax on public bench in light shade sunlight (Photo: travelism via Getty Images)
Barcelona spain Nov 04 2019 :tourist people sit relax on public bench in light shade sunlight (Photo: travelism via Getty Images)

In cambio di denaro una madre avrebbe fatto prostituire, seppure via chat, il proprio figlio minorenne con un sacerdote di 63 anni. E’ accaduto tra Perugia, dove vive il prete, e il palermitano, dove vive la donna con il figlio minore. I due si sarebbero scambiati anche materiale pornografico tramite i social network. Il prete è finito in carcere mentre la madre del bambino è ai arresti domiciliari.

Il sacerdote arrestato dai Carabinieri di Termini Imerese (Palermo) attuava un “perverso modus operandi” in “totale spregio dei principi di etica e di religiosità che dovrebbero ispirare il suo comportamento”. Sono le dure parole usate dal gip Fabio Pilato nell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere il parroco, che vive vicino Perugia, e ai domiciliari la madre del minore.

La madre del ragazzo, scrive il gip, “ha dimostrato di essere consapevole della natura dei rapporti fra il figlio ed il parroco e di trattenere una parte delle somme che questi invia come corrispettivo per il perverso scambio di prestazioni”. “A
svelare la consapevolezza dell’indagata” c’è una conversazione del
28.5.2021 “laddove la donna invita il figlio a mandare un video a padre Vincenzo per avere in cambio dei soldi, suggerendogli al contempo di prospettare al sacerdote uno stato di necessità”.

Il sacerdote per pagare avrebbe utilizzato anche i soldi delle offerte dei fedeli.
E’ quanto emerge, come apprende l’Adnkronos, dall’ordinanza di custodia cautelare a carico del religioso e della madre di uno dei ragazzini. “Nonostante il minore non si senta bene e prospetti il bisogno di avere dei medicinali, il parroco dimostra noncuranza dello stato psico-fisico del minore, e lo induce ad effettuare ugualmente la videochiamata - scrive il gip Fabio Pilato - Significativo il riferimento ai soldi da parte del parroco: ‘Anche a tuo cognato ieri glieli avrei voluti mandare ma non ho potuto non che non ho voluto.. non ce li avevo e non ce li ho.. se arriva qualche cosa magari vedo cosa posso fare ma sinceramente non ce l’ho..″.

“L’espressione ‘se arriva qualche cosa’, cioè al di fuori dello stipendio ordinario da lui percepito, lascia intendere che per fronteggiare i continui esborsi per le prestazioni sessuali online, il parroco potesse prelevare anche il danaro lasciato dai fedeli per le offerte”, scrive ancora il giudice per le indagini preliminari.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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