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Faida Russia-Arabia Saudita: crollano petrolio e mercati

Emanuele Rigo
 

Il peggior crollo delle quotazioni del petrolio dal 1991 questa notte ha dato il la ad una sessione di contrattazioni violentissime su tutti i mercati già provati dal coronavirus.

Petrolio

Alla crisi del coronavirus e il suo impatto sull’economia globale si è aggiunta questa notte l’esito di quella che si prospetta una guerra totale per il petrolio. Dopo il fallimento delle negoziazioni dell’OPEC+ dove la Russia ha lasciato il tavolo, l’Arabia Saudita ha deciso di alzare la posta in gioco. I russi hanno infatti votato contro il taglio della produzione di greggio di 1.5 milioni di barili al giorno proposta dall’Arabia Saudita e volta a sostenere i prezzi. Così facendo l’intenzione di Mosca era quella di affozzare le quotazioni per colpire l’intero compato shale negli Stati Uniti che ha costi di produzione molto più alti.

In risposta i sauditi hanno comunicato l’intenzione di aumentare i livelli di produzione e di voler applicare prezzi ancora più aggressivi. Una vera e propria dichiarazione di guerra dove la posta è incredibilmente alta e che finirà per coinvolgere tutti i mercati globali.

Mercati

I mercati in subbuglio globalmente con tutti gli indici in profondo rosso dall’Asia all’Europa. Shanghai ha perso oltre il 3% questa notte, mentre l’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso a -5.07% ulteriormente appesantito anche dai forti acquisti di yen.

L’Europa attualmente interessata dall’esplosione dei casi di coronavirus fa registrare un vero e proprio bollettino di guerra. A distanza di mezz’ora dall’apertura ufficiale, il DAX di Francoforte scambia a -6.17% e il CAC40 di Parigi a -6.54%. Allineata anche Londra dove il FTSE100 scambia poco sotto a -6.83%. Milano maglia nera: le misure di contenimento del coronavirus messe in atto dall’esecutivo portano l’indice prima a non aprire e poi a far registrare oltre il 10% di rosso.

Forex

Ancora forte arretramento del biglietto verde questa notte sulle attese di ulteriori sforbiciate al tasso di riferimento da parte della FED, mentre volano gli asset rifugio come yen giapponese e franco svizzero.

EURUSD

La moneta unica arriva quasi a toccare quota 1.15 questa notte sulla fase acuta della volatilità che ha interessato l’apertura dei mercati. L’andamento estremamente violento delle quotazioni ha visto poi un ridimensionamento della moneta unica sui dati sulla bilancia commerciale tedesca in restringimento. Il cambio torna quondi verso area 1.1380 dove scambia in avvio di sessione.

USDJPY

Forte volatilità in nottata dove il cambio apre in area 104.30 già in ribasso di una figura dai livelli di chiusura della scorsa settimana. L’affondo poi in una sessione asiatica convulsa porta il rapporto tra biglietto verde e yen giapponese fino ad area 101.60 salvo poi rimbalzare in apertura dei mercati europei fino a quota 102.60 dove staziona in avvio di sessione nel vecchio continente.

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