Italia markets closed
  • FTSE MIB

    25.968,84
    -112,29 (-0,43%)
     
  • Dow Jones

    34.798,00
    +33,18 (+0,10%)
     
  • Nasdaq

    15.047,70
    -4,54 (-0,03%)
     
  • Nikkei 225

    30.248,81
    +609,41 (+2,06%)
     
  • Petrolio

    73,95
    +0,65 (+0,89%)
     
  • BTC-EUR

    36.249,36
    -1.989,94 (-5,20%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.067,20
    -35,86 (-3,25%)
     
  • Oro

    1.750,60
    +0,80 (+0,05%)
     
  • EUR/USD

    1,1718
    -0,0029 (-0,25%)
     
  • S&P 500

    4.455,48
    +6,50 (+0,15%)
     
  • HANG SENG

    24.192,16
    -318,82 (-1,30%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.158,51
    -36,41 (-0,87%)
     
  • EUR/GBP

    0,8572
    +0,0018 (+0,21%)
     
  • EUR/CHF

    1,0833
    -0,0017 (-0,16%)
     
  • EUR/CAD

    1,4827
    -0,0028 (-0,19%)
     

Fallimenti: restano sotto valori pre-Covid nel I semestre

·1 minuto per la lettura

Resta contenuto e sotto i valori del periodo pre-pandemia il numero delle imprese costrette a portare i libri in tribunale per chiudere l’attività. Nei primi sei mesi del 2021 sono state, infatti, 4.667 le imprese che hanno avviato una procedura fallimentare, contro le 5.380 del corrispondente periodo del 2019, prima dell’irrompere dell’emergenza Covid. Nel mezzo, si colloca il dato delle 2.924 dichiarazioni di fallimento presentate dei primi sei mesi del 2020, segnati tuttavia dall’imposizione del lockdown e dal prolungato stop alle attività dei tribunali. Il tasso di fallimento delle imprese italiane – dato dal numero di procedure fallimentari aperte ogni mille imprese registrate - si attesta al valore di 0,76. Questi alcuni numeri che emergono dall’indagine condotta da Unioncamere e InfoCamere, a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, sulle aperture di procedure fallimentari nei primi sei mesi degli ultimi tre anni. Prendendo come riferimento il primo semestre del 2019 - l’ultimo non affetto dalle conseguenze legate all’emergenza sanitaria - il bilancio della prima metà del 2021 mostra per quasi tutte le regioni valori in diminuzione, per una media nazionale che si attesta al -13,3%. Fanno eccezione alcune tra le regioni più piccole come la Basilicata (+53,6%) e Molise (+41,7%) dove però bastano pochi casi in più per determinare forti variazioni relative; tra le regioni più grandi, a far segnare un incremento rispetto a due anni fa si segnala la sola Sicilia (+1,4%). L’unica regione che, pur in forte riduzione rispetto ai primi sei mesi del 2019 (-16,1%), si colloca sopra la soglia dell’uno per mille nel tasso di fallimento è la Lombardia.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli