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Le fantasie della sinistra: l'imminente collasso della civiltà

Francesco Simoncelli
 

La BBC ha pubblicato un articolo di un presunto esperto sul crollo delle civiltà. Lo trovate qui. Fa parte di una serie. Secondo lo scritto la società moderna è come un'anziana vedova con un grande conto in banca, una grande casa piena di gadget, ma incapace di salire le scale senza rimanere a corto di fiato. È troppo esausta anche per guardare la televisione... non che questo sia un male.

Ho un dottorato di ricerca in storia. Quelli di noi che hanno ricevuto questo tipo di formazione universitaria sono scettici nei confronti di una conclusione del genere. Ci possono essere informazioni curiose, e probabilmente ci saranno, ma l'idea che qualcuno, o anche una commissione di una mezza dozzina di persone, possa trovare qualcosa di significativo da dire in un articolo su un sito web riguardo la fine della civiltà è altamente improbabile. La storia è complessa e più ne sappiamo, più appare complessa. Non ci sono leggi della storia, contrariamente a quanto diceva Marx, che ci consentono di identificare "l'arco più ampio della storia umana e cosa significa per noi e per i nostri discendenti". Ad ogni modo, se ci sono, sono derivati ​​da tradizioni religiose, non studi di singole civiltà da parte di persone con dottorato di ricerca in storia.

La domanda storica più importante che ci possiamo porre oggi è questa: "Perché intorno al 1800 nelle isole britanniche e nel Nord America la crescita economica iniziò ad aumentare del 2% all'anno pro capite?" Fu allora che il mondo iniziò a cambiare in modo decisivo da ciò che era esistito prima del 1800. Nulla di simile era mai accaduto per quanto indica la documentazione storica. Cosa l'ha causato? Ci sono almeno tre dozzine di spiegazioni prevalenti, ma se esaminate attentamente, nessuna di esse regge. (Vedete il libro della professoressa D. McCloskey, Bourgeois Dignity [University of Chicago Press, 2010].)

Se gli storici, compresi gli storici economici altamente qualificati, vengono confusi da questa domanda geograficamente e cronologicamente limitata, perché dovremmo credere che una manciata di persone che lavorano per la BBC possa mettere insieme una serie che ci consenta di dire che la nostra civiltà verrà spazzata via?

Questo articolo preliminare ha un titolo: "Siamo sulla strada verso il collasso della civiltà?" Ogni storico che legge questo titolo ha una risposta immediata: "La risposta non si troverà in questo articolo". Titoli come questo sono esche per i clic, non domande serie.

Ecco come inizia l'articolo:

Le grandi civiltà non vengono assassinate. Si suicidano.

Così concluse lo storico Arnold Toynbee nel suo opus magnum di 12 volumi A Study of History. È un'esplorazione dell'ascesa e della caduta di 28 civiltà diverse.

Capisco. Suicidi. Intere civiltà hanno deciso di porre fine a tutto. Ventotto Jonestown, ciascuna su scala epica.

Penso che abbia visto troppi talk su TED.

Nel 1963 per un corso di storiografia mi venne dato da studiare un estratto di un riassunto di 500 pagine dei volumi di Toynbee. Era scritto da D. C. Somerville. È fuori stampa da tempo. Il nostro professore non prendeva molto sul serio i volumi di Toynbee e nemmeno il riassunto. Penso che l'abbia assegnato come esempio di come non scrivere la storia: "Così tanto da dire, così poco tempo". Erano scritti di una mente brillante, ma nessuno storico esperto crede che qualcuno sia capace di guardare 28 diverse civiltà e trarre qualsiasi tipo di conclusione significativa su tutte. Dovrebbe conoscere troppe lingue e dovrebbe guardare molti documenti. I risultati di un simile progetto potrebbero essere ridotti sin dall'inizio a due brevi frasi: "Oggi è così, domani chissà". O forse solo una frase: "Anche questa passerà."

C'è una ragione per cui è raro vedere le teorie di Toynbee citate nelle note a piè di pagina delle monografie scritte da storici professionisti. Non sono sicuri che i suoi libri siano fonti affidabili di fatti, ma solo di curiosità.

CURIOSITÀ

Lo scrittore fornisce un interessante boccone di informazioni. Non l'avevo mai letto.

L'impero romano coprì 4,4 milioni di chilometri quadrati (1,9 milioni di miglia quadrate) nel 390. Cinque anni dopo precipitò a 2 milioni di chilometri quadrati (770.000 miglia quadrate).

Vorrei leggere un articolo su questo tema. Come è successo? Vorrei anche sapere esattamente quali mezzi di indagine hanno permesso ad un cartografo solitario, ma diligente, di fornire fatti straordinariamente precisi sul numero di miglia quadrate, o chilometri quadrati, coinvolti. Sono un po' sospettoso. Tuttavia l'entità della contrazione e la sua velocità sono spettacolari. Non l'avevo letto prima. Penso che altrimenti me lo sarei ricordato. Merita una nota a piè di pagina. Forse due.

Quindi non sono contrario ad una serie come questa, non sai mai cosa raccoglierai che non avresti mai immaginato possibile, solo che non prendo sul serio la premessa della serie visto che è sciocca.

PASSATO PROFONDO

Poi leggiamo questo.

Il nostro passato profondo è segnato da fallimenti ricorrenti. Come parte della mia ricerca presso il Center for the Study of Existential Risk presso l'Università di Cambridge, sto cercando di scoprire perché il collasso si verifica attraverso un'autopsia storica. Cosa può dirci l'ascesa e la caduta delle civiltà storiche sulla nostra? Quali sono le forze che scatenano o ritardano un collasso? E vediamo schemi simili oggi?

Chiunque usi le parole "passato profondo" deve fornire una definizione. Il passato è indiscutibilmente profondo, ma è fuorviante. Implica che esiste una sola cosa o processo chiamato "passato profondo" e implica anche che possiamo studiarlo a piacimento. Non possiamo.

Mi chiedo: chi finanzia questa organizzazione? Prima di prendere sul serio questo progetto, voglio vedere alcuni investigatori indipendenti seguire i soldi. (Elon Musk è un associato.)

IMPERI MORTI

L'autore fornisce un elenco di civiltà con i loro periodi di tempo. C'è anche una comoda tabella da guardare. Qualcuno c'ha lavorato molto e vale la pena di guardarla. Se avessi scritto una storia di civiltà, avrei sicuramente usato l'elenco per iniziare. Non è male, solo che non penso che qualcuno troverà una spiegazione comune per descrivere il motivo per cui particolari civiltà sono sopravvissute fintanto che ci sono riuscite. Potete consultare l'elenco qui. Di alcune di queste non ne avevo sentito parlare. Sono vissute e pois sono morte. Così è la vita. Oggi è così, domani chissà.

Praticamente tutte le civiltà passate hanno affrontato questo destino. Alcune si ripresero o si trasformarono, come quella cinese ed egiziana. Altre crollarono in modo permanente, come nel caso dell'isola di Pasqua. A volte le città dell'epicentro del collasso vengono rianimate, come nel caso di Roma. In altri casi, come le rovine Maya, vengono abbandonate come mausoleo per i futuri turisti.

Cosa c'entra questo con il crollo della civiltà occidentale? Niente finora.

DUE DOMANDE RETORICHE

Poi vengono poste due domande. Sono entrambe domande retoriche sebbene a prima vista non sembrino tali. "Cosa può dirci tutto questo sul futuro della civiltà moderna?" Non molto. "Le lezioni degli imperi agrari sono applicabili al nostro periodo di capitalismo industriale post-XVIII secolo?" No.

Le società del passato e del presente sono solo sistemi complessi composti da persone e tecnologia. La teoria degli "incidenti normali" suggerisce che complessi sistemi tecnologici cedano regolarmente il passo al fallimento. Quindi il collasso può essere un fenomeno normale per le civiltà, indipendentemente dalle loro dimensioni e fasi.

Non so nulla della "teoria degli incidenti normali", ma posso dirvi che gli storici non sarebbero propensi a crederci.

Gli incidenti sono normali, ecco perché possiamo acquistare polizze assicurative. Ma non ci sono prove sufficienti per dimostrare che esista una cosa come un incidente normale che provochi il crollo di una civiltà. Quando gli storici osservano il declino, non il collasso, anche di una sola civiltà, di solito presentano così tante ipotesi che praticamente nessuno può ricordarle tutte, per non parlare degli argomenti a loro favore.

L'ultima volta che ho controllato, c'erano almeno 20 teorie sulla caduta dell'Impero Romano. (C'è una voce su Wikipedia riguardo le varie teorie che gli storici hanno usato per spiegare la caduta dell'Impero Romano. Non c'è accordo, ovviamente. Ve la raccomando solo se siete interessati all'argomento.) Consiglio di iniziare con la Città di Dio di Agostino.

INIZIANO LE INSENSATEZZE

Poi scrive questo.

Ora potremmo essere più tecnologicamente avanzati, ma questo serve a poco se dobbiamo credere che siamo immuni alle minacce che hanno indebolito i nostri antenati. Le nostre nuove capacità tecnologiche portano persino nuove sfide senza precedenti al mix.

E sebbene la nostra scala può ora essere globale, sembra che il collasso avvenga sia per gli imperi tentacolari sia per quelli circoscritti. Non c'è motivo di credere che una dimensione maggiore sia un'armatura contro la dissoluzione sociale. Il nostro sistema economico globalizzato ha, se non altro, maggiori probabilità di diffondere la crisi.

Questo è il cuore dell'assurdità. Sta commettendo un enorme errore concettuale: sta implicitamente equiparando impero e civiltà. Non sono la stessa cosa.

Esiste qualcosa come la civiltà occidentale, ma ciò che rende la Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online