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Fao: guerra e meteo estremo; fame per 193 mln persone nel 2021

Image from askanews web site
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Roma, 4 mag. (askanews) - Bel 2021 circa 193 milioni di persone in 53 paesi o territori hanno sperimentato la fame, ovvero un'insicurezza alimentare acuta, con un aumento di quasi 40 milioni di persone rispetto al 2020. Di queste, oltre mezzo milione di persone (570.000) in Etiopia, Madagascar meridionale, Sud Sudan e Yemen sono state classificate nella fase più grave di catastrofe acuta da insicurezza alimentare e hanno richiesto un'azione urgente per scongiurare la diffusione crollo dei mezzi di sussistenza, fame e morte. E' quanto emerge dal rapporto annuale lanciato oggi dal Global Network Against Food Crises (GNAFC), un'alleanza internazionale di Nazioni Unite, Unione Europea, agenzie governative e non governative che lavorano insieme per affrontare le crisi alimentari.

Il documento rivela che, se si considerano gli stessi 39 paesi o territori presenti in tutte le edizioni del rapporto, il numero di persone in crisi o peggio è quasi raddoppiato tra il 2016 e il 2021, con aumenti ininterrotti ogni anno dal 2018.

La guerra rimane il principale motore dell'insicurezza alimentare. Sebbene l'analisi sia anteriore all'invasione russa dell'Ucraina, il rapporto rileva che la guerra ha già messo in luce la natura interconnessa e la fragilità dei sistemi alimentari globali, con gravi conseguenze per la sicurezza alimentare e nutrizionale globale. I paesi che già affrontano alti livelli di fame acuta sono particolarmente vulnerabili ai rischi creati dalla guerra nell'Europa orientale, in particolare a causa della loro elevata dipendenza dalle importazioni di input alimentari e agricoli e della vulnerabilità agli shock globali dei prezzi alimentari.

Oltre alle guerre, le principali cause che spingono le popolazioni verso la fame sono le condizioni meteorologiche estreme e gli shock economici, compresi quelli conseguenti alla pandemia da Covid 19.

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