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Fao: previsto calo produzione cerealicola mondiale

Image from askanews web site
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Roma, 3 giu. (askanews) - Le prime prospettive per la produzione cerealicola mondiale nel 2022 indicano una probabile diminuzione, la prima in quattro anni, a 2.784 milioni di tonnellate, in calo di 16 milioni di tonnellate rispetto alla produzione record stimata per il 2021. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto della Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao), sull'offerta e la domanda di cereali, rilasciato oggi. Previsti in calo anche i consumi.

Il calo maggiore è previsto per il mais, seguito da frumento e riso, mentre probabilmente aumenterà la produzione di orzo e sorgo. Le previsioni si basano sulle condizioni delle colture già nel terreno e sulle intenzioni di impianto per quelle ancora da seminare.

Si prevede inoltre che l'utilizzo mondiale dei cereali diminuirà marginalmente nel 2022/23, di circa lo 0,1% dal 2021/22 a 2.788 milioni di tonnellate, segnando la prima contrazione in 20 anni. Il calo deriva principalmente dalle diminuzioni previste nell'uso dei mangimi di grano, cereali grossolani e riso, mentre si prevede un aumento del consumo alimentare globale di cereali, al passo con l'andamento della popolazione mondiale.

Si prevede che il commercio mondiale di cereali diminuirà del 2,6% dal livello del 2021/22 a 463 milioni di tonnellate, un minimo da tre anni, anche se le prospettive per il commercio internazionale di riso rimangono positive.

Le nuove previsioni indicano anche un calo delle scorte, con il risultato che il rapporto tra stock di cereali e consumo è sceso al 29,6% nel 2022/23 dal 30,5% nel 2021/2022. Questo nuovo livello sarebbe il più basso degli ultimi nove anni, ma comunque ben al di sopra del minimo del 21,4% registrato nel 2007/08. Si prevede che la diminuzione delle scorte di mais guiderà il calo, mentre le scorte di grano dovrebbero aumentare.

La FAO ha anche aggiornato le sue stime per la produzione globale di cereali nel 2021, ora prevista in aumento dello 0,9% rispetto all'anno precedente, e per l'utilizzo dei cereali nel 2021/2022, previsto in aumento dell'1,1%.

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