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Farmaci, cardiologi: 'bene ok Aifa a terapia anti-scompenso'

·3 minuto per la lettura

"La rimborsabilità di Dapaglifozin, il primo farmaco della classe delle glifozine ad essere approvato in Italia per la cura dello scompenso nei pazienti con e senza diabete di tipo 2 rappresenta un’ottima notizia per oltre un milione di italiani che soffrono di questa grave patologia, per la comunità scientifica e in particolare per i cardiologi". Così Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto Società italiana di Cardiologia (Sic) commenta il via libera dell'Agenzia italiana del farmaco alla nuova terapia per lo scompenso cardiaco.

Definite dalle linee guida internazionali "capaci di cambiare la storia naturale della malattia", le glifozine (o SLGT2), nate come anti-diabetici, rappresentano attualmente la più importante innovazione terapeutica dello scompenso cardiaco, in grado di ridurre mortalità e ricoveri anche nei pazienti non diabetici. Tuttavia l'Italia, finora, non aveva recepito la nuova indicazione terapeutica, già approvata da Ema lo scorso anno e, nel nostro Paese, l’utilizzo di questa nuova classe di farmaci era rimasto molto inferiore rispetto a quanto atteso secondo le raccomandazioni delle nuove linee guida internazionali.

"Finora per consentire un effetto protettivo sul cuore grazie all’ausilio di queste innovative molecole - ricorda il vertice Sic - chi soffriva di scompenso senza diabete doveva pagare il farmaco e rivolgersi al diabetologo anziché al cardiologo, con spreco di risorse e di tempo, facendo aumentare la complessità del percorso terapeutico già di per sé difficile perché deve essere adattato in maniera sartoriale". Mentre "l’estensione della prescrivibilità delle glifozine anche al cardiologo permetterà una più efficace gestione del paziente con insufficienza cardiaca, con o senza diabete, la semplificazione del percorso assistenziale e, soprattutto - conclude Perrone Filardi - una riduzione del 25-30% dei ricoveri e della mortalità".

Lo scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca) è l’esito finale di tutte le cardiopatie e si verifica sostanzialmente quando il cuore non riesce più a pompare sangue a sufficienza. In Italia colpisce circa il 2% della popolazione generale ed è in crescente aumento soprattutto negli over 65, con una mortalità del 20% nelle sue forme più gravi. Assorbe il 2% della spesa sanitaria nazionale ma si tratta di costi per il 60% dedicati ai ricoveri e solo per il 10% alla spesa per i farmaci.

"Lo scompenso cardiaco - spiega Ciro Indolfi, presidente Sic - è una condizione purtroppo frequente e ha una prevalenza che aumenta negli anziani arrivando anche al 10%: causa un peggioramento della qualità di vita e della capacità di affrontare le attività quotidiane, e frequenti ricoveri per mancanza di respiro o accumulo di liquidi nell’organismo, fino a una maggiore mortalità". Ma per fortuna negli ultimi anni l’armamentario terapeutico si è arricchito di nuove armi.

"Negli ultimi due anni - ricorda Indolfi - abbiamo avuto risultati straordinari di grandi studi clinici proprio sulle glifozine che hanno dimostrato grande efficacia nel ridurre mortalità e ricoveri per insufficienza cardiaca ma anche nel migliorare la qualità di vita del paziente. Questa nuova classe di farmaci - sottolinea l’esperto - agisce con un meccanismo metabolico del tutto nuovo: inizialmente studiati e utilizzati come antidiabetici, consentirebbero di evitare fino a 40mila decessi l’anno. A questo si associa un’ottima tollerabilità e la possibilità di una singola dose al giorno, con scarsi effetti sulla pressione arteriosa e miglioramento della funzione renale".

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