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Farmindustria, 'prossimo Governo crei cabina regia per politiche settore'

(Adnkronos) - L'industria farmaceutica chiede al futuro Governo "innanzitutto di istituire una cabina di regia, con il Governo, la Presidenza del Consiglio, le Regioni, le autorità regolatorie, per definire e coordinare in maniera permanente le politiche farmaceutiche da un punto di vista sanitario, assistenziale e anche industriale e quindi finanziario, per tutto il Paese. In modo da ridurre le disomogeneità a livello regionale". Lo ha detto il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, a margine del Congresso dei medici di medicina generale Fimmg a Villasimius, Cagliari.

Cattani elenca poi le altre richieste che arrivano dal mondo della produzione dei farmaci all'Esecutivo che verrà. E' necessario, ad esempio, "adeguare il finanziamento della spesa alla domanda di salute e all'innovazione, recuperando il gap ancor oggi esistente con gli altri Paesi europei, dove scontiamo un -20% di finanziamento pro-capite sulla sanità". Serve poi "superare il sistema dei tetti di spesa. Il pay back, è una tassa reale sull'industria che penalizza l'attrazione degli investimenti e non agevola la nuova occupazione". Lo si può fare "adottando modelli anche nuovi di finanziamento della spesa farmaceutica, partendo dai risparmi sulla convenzionata, ma superando il modello rigido rispetto al fabbisogno che da un punto di vista reale eccede sulla parte ospedaliera".

Per il numero uno dell'associazione nazionale imprese pharma serve inoltre "velocizzare l'accesso ai farmaci. I tempi di accesso nazionale oggi sono di 15 mesi a cui si aggiungono 11 mesi, mediamente, di accesso regionale. E' qualcosa che i cittadini italiani non si possono più permettere. Per fare questo abbiamo necessità di una collaborazione a 360 gradi con l'agenzia regolatoria, il ministero e le Regioni", evidenzia Cattani, ricordando l'importanza della tutela del settore anche a livello europeo: "Nella Commissione europea c'è una nuova legislazione sulla farmaceutica, in via di definizione, e che ha necessariamente un impatto di filiera. Attrattività degli investimenti, ricerca e sviluppo sono tutte partite che l'Europa sta perdendo e deve recuperare. E su questo l'italia deve giocare un ruolo chiave con la Francia e la Germania, in modo da recuperare i gap rispetto agli Stati Uniti".