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Farmindustria: revisione tetti di spesa nel primo semestre 2020

Red

Roma, 20 dic. (askanews) - L'appello era già stato lanciato in occasione del voto al Senato sul maxi emendamento del Governo alla Legge di Bilancio, ritenuto appunto non risolutivo.

Di nuovo, e guardando al 2020, da Farmindustria arriva forte e chiaro il messaggio, prioritario, a trovare la soluzione al problema della rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica pubblica, che fissano da anni gli stanziamenti per la spesa in ospedale e in farmacia.

Incontrando la stampa, il presidente Massimo Scaccabarozzi ha così scandito la tempistica dell'intervento atteso. "Ci piacerebbe vedere entro i primi sei mesi del 2020 una nuova riparametrazione del 2019 - ha detto Scaccabarozzi -. Per il 2018 è tardi, e per il 2020 lo diamo per scontato".

Dando merito al ministro della Salute Roberto Speranza dell'impegno e della considerazione verso il settore farmaceutico, il presidente di Farmindustria ha evidenziato inoltre come in materia di Governance servano anche misure "a medio termine".

Interventi sono attesi poi in materia di pay back, dove lo stesso ministro Speranza ha riconosciuto la necessità di una correzione. Una linea, aveva ricordato nelle scorse settimane Farmindustria, già espressa dalle regioni, in occasione dell'Accordo sottoscritto con Farmindustria e Assogenerici e che ha portato alla soluzione positiva dei contenziosi sui versamenti dell'industria farmaceutica per gli anni 2013-2017 e al pagamento di 2,4 miliardi da parte delle imprese.

Ora è giunto il momento che le regioni "rispettino il patto", portando a termine la loro parte, pena il rischio, per un'industria che si è affermata come hub europeo e uno dei motori dell'economia per occupazione, investimenti, esportazioni, Ricerca e studi clinici, di rendere difficile attrarre e addirittura mantenere gli investimenti in Italia, in un contesto mondiale sempre più competitivo, con una perdita della credibilità del sistema Paese.

Intanto i dati parlano di un export che cresce del 26 per cento, con l'eccellenza Italia "primo produttore di medicinali in Europa". Ma gli altri stanno reagendo, in primis la Germania. Servono allora "tempi rapidi" e nell'approvazione di farmaci, in primis innovativi "regole certe". Dove la regola dei 100 giorni, anche "per l'impasse dell'Aifa", non ha avuto finora riscontro positivo.