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Fase 2, Iv: in Lombardia accelerare procedure per cig in deroga

red-fcz

Milano, 12 mag. (askanews) - Regione Lombardia "acceleri" la procedura per garantire l'erogazione della cassa integrazione in deroga a favore lavoratori pi penalizzati dall'emergenza Coroanvirus. A chiederlo Patrizia Baffi, consigliere regionale di Italia Viva, che esprime "vicinanza a tutti quei lavoratori dipendenti che da mesi stanno attendendo che venga loro riconosciuta la Cassa integrazione in deroga".

Secondo l'esponente lombarda di Italia Viva, "il Paese sta vivendo un lockdown produttivo di durata ormai abnorme ed profondamente ingiusto che siano i pi deboli a pagare il prezzo economico dell'emergenza Coronavirus. Mentre gli stessi titolari delle diverse attivit commerciali non dormono la notte conoscendo le difficolt in cui versano i loro dipendenti, da settimane assistiamo ad un surreale scaricabarile tra l'Inps e la Regione Lombardia, che si accusano a vicenda delle colpe dei ritardi nell'erogazione dei fondi: inaccettabile che chi ha determinate responsabilit dedichi le sue energie a litigare anzich a fare il proprio dovere".

Il meccanismo per l'assegnazione della Cassa integrazione in deroga prevede che ciascuna Regione raccolga le domande, decida quali accogliere e le trasmetta poi all'Inps, che poi provveder all'rogazione delle risorse. In Lombardia sono 31.322 le aziende, per un totale di 82.162 lavoratori, che hanno fatto richiesta per la Cassa Integrazione in Deroga. Al 4 maggio erano 48.200 le domande di cassa integrazione in deroga presentate in Lombardia e registrate dall'Inps dopo circa una settimana dalla ricezione. Il 15 aprile la giunta regionale ha creto un Fondo di Anticipazione Sociale mirato a favorire l'erogazione, da parte degli istituti bancari, delle anticipazioni dei trattamenti di integrazione salariale attivate a seguito dell'emergenza (per un massimo di 1.400 euro nel caso di 9 settimane di cassa integrazione).

Secondo la consigliera di Italia Viva, la situzione "risulta particolarmente critica nell'ex zona rossa" del Lodigiano "dove le attivit economiche sono chiuse ormai da oltre 80 giorni e dove moltissimi dipendenti non ricevono alcuno stipendio da fine febbraio". L'auspicio che la Regione Lombardia "acceleri nella trasmissione dei dati e che l'Inps provveda a snellire le procedure, perch troppe persone in difficolt non possono attendere oltre", evidenzia ancora Patrizia Baffi che invita le istituzioni "a porre fine al caos di queste settimane e a cooperare per il bene comune".