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Fase 3: Bacci (Regione Lazio), 'preparati a lavorare con Covid grazie a kit'

webinfo@adnkronos.com
·2 minuti per la lettura

"La Regione Lazio è arrivata all'emergenza Covid in una fase in cui si era avviata già una sperimentazione del lavoro agile, condotta insieme ad altre amministrazioni statali e territoriali, attraverso l’adozione di un kit di lavoro, device aziendali e pc, per il lavoro da casa, per la sperimentazione digitale, per introdurre in maniera ordinaria il lavoro agile nell’amministrazione regionale". A dirlo Alessandro Bacci direttore regionale degli affari istituzionali, personale e sistemi informativi della Regione Lazio, intervenendo al digital talk 'Le new ways of working nella Pubblica amministrazione', promosso da EY e trasmesso in streaming su Adnkronos.com.

Perciò "si può dire che era preparata all’appuntamento con la pandemia: quasi il 10% del personale già alternava modalità lavorative in sede e fuori sede, con una formazione digitale già realizzata, per l’uso del kit in dotazione, utile a lavorare da casa, nel rispetto della normativa del trattamento dei dati e capace dunque di lavorare in isolamento".

"Nonostante queste premesse - fa notare Bacci - il lockdown è stata un’esperienza scioccante, dovendo affrontare un contraccolpo psicologico derivate dall’isolamento di alcuni dipendenti, per il quale sono stati istituiti sportelli di supporto, con personale specialistico di psicologi del Lazio. Da un punto di vista delle attività, però, il lavoro continuava ad andare avanti".

"La Regione Lazio - ricorda - come tutte le amministrazioni, ha nel suo portafogli di competenze un ventaglio di materie dalla Salute, allo Sviluppo Economico, fino alle Infrastrutture, per citarne alcune. Materie che sono state affrontate con maggiore autonomia e maggiore responsabilizzazione, da parte del personale dotato di maggiori qualifiche tecniche (ad esempio dai funzionari ingegneri, o architetti), dei quali si sono misurati picchi di produttività rispetto agli anni precedenti".

"Non così per gli altri - sottolinea - per i quali si è resa necessaria la formazione, con piattaforme a distanza su cui sono stati caricati webinar e corsi specializzanti, su cui imparare a lavorare da remoto, condividendo spazi virtuali, dove accedere ai file e dove posizionare il lavoro svolto. Da questa esperienza si traggono spunti di riflessione sul must del futuro: investire in infrastrutture e in dispositivi per la tutela del dato. Infatti, introdurre il lavoro agile, a costo zero, è impensabile".

Ora, "chiunque lavori per la Regione Lazio a Roma, può lavorare nella nuova sede, aperta a tutti, sia pure con le cautele che il distanziamento impone. A parte il risparmio di spesa, questo è stato un investimento importante sulle politiche green e sull’ innovazione nella politica del personale. Mancano pochi mesi all’apertura della sede, ed ora il cambiamento deve essere accompagnato dall’indicazione normativa".